Villa dei Papiri, antichissima struttura assai famosa degli scavi di Ercolano, appartenuta a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare e nemico di Cicerone. Rinvenuta ad una profondità di circa 30 metri ed a 4 sotto il livello del mare, fu portata alla luce soltanto nel 1750 e fu scavata nel periodo in cui cominciarono le esplorazioni di Ercolano e Pompei. Attualmente è chiusa a causa dei lavori di scavo tuttora in corso. L’edificio venne costruito oltre duemila anni fa, nel 60 a.C. in una magnifica posizione a 250 metri d’altezza a picco sul mare. Invitante salotto di letterati, intellettuali e filosofi, rappresenta un valore storico ed artistico inestimabile in virtù della collezione di sculture in essa ritrovate, oggi conservata in una sala del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre ai 1800 papiri raccolti nella biblioteca riguardanti moltissimi testi in greco del filosofo epicureo Filodemo di Gadara, che sono, adesso, nella biblioteca di Palazzo Reale.
Villa dei Papiri, antichissima struttura assai famosa degli scavi di Ercolano, provincia a sud di Napoli. Essa è così chiamata a causa dei numerosissimi papiri ritrovati, ma in realtà si chiamava Villa dei Pisoni, in quanto appartenuta a Lucio Capurnio Pisone Cesonino, suocero dell’imperatore Giulio Cesare ed acerrimo nemico di Cicerone.La struttura che fu sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.c. è stata rinvenuta ad una profondità di circa 30 metri ed a 4 sotto il livello del mare. In realtà è stata portata alla luce soltanto nel 1750 e fu scavata nel periodo in cui ebbero inizio le esplorazione dei siti archeologici di Pompei ed Ercolano. Attualmente la villa è chiusa, proprio a causa dei lavori di scavo ancora in via di svolgimento. In verità l’edificio è stato costruito oltre duemila anni fa, esattamente 60 anni prima di Cristo, in una posizione straordinaria a 250 metri di altezza a picco sul mare. Villa dei Papiri o Villa dei Pisoni, salotto invitante di letterati, filosofi ed intellettuali, rappresenta un valore storico ed artistico inestimabile,grazie alla meravigliosa collezione di sculture in essa ritrovate, oggi conservata in una sala del Museo Archeologico di Napoli,oltre, ovviamente ai 1800 papiri raccolti nella biblioteca riguardanti moltissimi testi in greco del filosofo, seguace di Epicuro, Filodemo di Gadara, i quali sono adesso nella Biblioteca di Palazzo Reale.
