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Gaspare Traversi, pittore barocco napoletano forgiatosi nella bottega di Francesco Solimena

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Gaspare Traversi, pittore barocco napoletano forgiatosi nella bottega di Francesco Solimena. L’artista partenopeo propose un mondo completamente nuovo fatto di modelli vivi e dai forti contrasti chiaroscuri. I suoi personaggi furono interpretati con uno stile puramente neo-seicentesco ispirato ad affermare la realtà, spesso celata, delle cose.

Gasperi Traversi, pittore barocco napoletano, forse non tanto conosciuto, nacque nel capoluogo partenopeo nel 1722. Non abbiamo molte notizie certe  sulla sua formazione, dal momento che lo scrittore Bernardo De Dominici, principale biografo dei pittori napoletani non parlò mai apertamente di lui, probabilmente a causa del tipo di soggetti trattati dal pittore, e  per i difficili rapporti che Gaspare Traversi era solito intrattenere con i suoi committenti. Di sicuro, tuttavia, possiamo affermare che il pittore napoletano  forgiò nella bottega del famoso artista irpino Francesco Solimena, all’epoca, avvicinatosi al rinnovato naturalismo barocco, di cui era il miglior allievo.

La prima opera realizzata da Gaspare Traversi fu la Crocifissione, lavoro portato a temine a Roma nel 1748. L’opera evidenzia una forte personalità dell’autore, intriso dell’influenza del suo grande maestro. Nel 1749 eseguì tre dipinti  dedicati al ciclo mariano,commissionati dalla chiesa di Santa Maria dell’Aiuto a Napoli, unica commissione realizzata a favore di  un istituto religioso nella sua città natale; in queste tele si nota ampiamente  un mix tra la pittura di Solimena e quella dei grandi pittori della prima stagione barocca, in particolare l’emiliano Giovanni Lanfranco.

Quindi, nella capitale, nel 1752,  Traversi  realizzò ben sei dipinti per la chiesa di San Crisogono: la Resurrezione di Lazzaro, il Convito di Assalonne, il Convito del ricco Epulone, la Resurrezione del figlio della vedova di NaimIsacco che benedice GiacobbeTobiolo che risana la cecità del padre, successivamente  trasferite nella basilica di San Paolo fuori le Mura.

Tra il 1753 e il 1758 dipinse una serie di tele al fine di decorare la chiesa, attualmente distrutta, di Santa Maria di Monte Oliveto nel convento di Castell’Arquato presso Parma, portate a termine seguendo le indicazioni  iconografiche volute  dal committente, fra’ Raffaello Rossi da Lugagnano, commissario generale dei frati minori. Gaspare Traversi, oltre ai lavori a carattere religioso prestò la sua opera nella realizzazione di scene della società borghese del periodo viste in chiave moderna e con leggera satira alla stregua del naturalismo del seicento. Fu inoltre uno straordinario ritrattista, inteso come primo fotografo di scena. Morì a Roma nel 1770..

Il Traversi, vissuto in pieno periodo illuminista, studiò, nella capitale, il naturalismo di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio. Nella sua opera il Ferito del 1752, infatti il pittore napoletano eseguì figure dinamiche, quasi caricaturali, in un forte contrasto chiaroscurale che ricordano appunto lo stile caravaggesco. In questa tela si vede magistralmente il dolore provato dall’uomo ferito, il volto del quale, sorretto da una nobildonna, compare quasi soffuso, in ombra, celando il suo sguardo tormentato.

A quando pare Traversi volle nascondere, sotto questo episodio, dei leggeri  simbolismi, da ricondurre probabilmente ad un valore tipicamente religioso come se fosse una scena di pianto e dolore per la scomparsa di un defunto.

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