Home Cultura Viaggio nella storia della Napoli Bizantina la cui arte fu mantenuta fino...

Viaggio nella storia della Napoli Bizantina la cui arte fu mantenuta fino all’XI secolo

585
Tempo di lettura: 2 minuti
Viaggio nella storia della Napoli Bizantina la cui arte fu mantenuta fino all'XI secolo-1
Belisario, Generale Bizantino.

Viaggio nella storia della Napoli Bizantina, la cui arte fu mantenuta fino all’XI secolo.  La città partenopea, oggetto del desiderio dei  Goti e dei Bizantini, fu conquistata nel 536 da Belisario. Sei anni dopo, tuttavia, fu riconquistata da Totila per passare, infine, definitivamente, sotto l’egemonia bizantina nel 553. 

Quest’oggi, ripercorrendo il passato della nostra meravigliosa città, ci incamminiamo, virtualmente verso un viaggio nella storia della Napoli Bizantina, per cui andiamo a ritroso nel tempo, tra il VI ed il VII secolo d.c. Appunto nel VI secolo il capoluogo campano divenne un dominio dei Bizantini; la città partenopea, oggetto del desiderio dei Goti e dei Bizantini, fu conquistata, infatti, nel 536 da Belisario, ma sei anni dopo venne riconquistata da Totila per poi passare, definitivamente, sotto l’egemonia bizantina nel 553. Secondo quanto raccontato dallo storico Procopio, Napoli era sotto la protezione di 800 soldati goti, al servizio dei mercanti ebrei, mentre fuori dalle mura vi era l’esercito romano ed infine, nel porto era ancorata la flotta dell’imperatore di Bisanzio.

In verità la città partenopea si era suddivisa in due fazioni, l’una parteggiava per i bizantini, mentre  l’altra era contro: i partigiani dell’impero avevano come condottiero un tale Stefano che era affiancato da un mercante siriano chiamato Antioco, mentre la fazione che parteggiava per i Goti  era capitanata da due retori, Pastore e Asclepiodoto. La fazione bizantina inviò una delegazione a Belisario, invitandolo a non cingere d’assedio la città: il generale bizantino, quindi per soddisfare la richiesta dei napoletani, concesse loro la resa onorevole, ma la fazione avversa annunciò al popolo quanto accaduto mandando a monte le trattative. I Bizantini pertanto entrarono a Napoli  attraverso un acquedotto: passarono oltre le mura e distrussero la città, dopo averla saccheggiata.

Viaggio nella storia della Napoli Bizantina la cui arte fu mantenuta fino all'XI secolo-2
Belisario, Generale Bizantino.

L’antico pozzo che permise ai sodati del generale Belisario di penetrare oltre le mura della città all’ombra del Vesuvio, a quanto pare, si trovava nel chiostro grande del convento di Santa Patrizia, nel pieno centro di Napoli. In realtà sotto l’egemonia dei Bizantini la metropoli campana attraversò un periodo assai florido, diventando la capitale dell’Italia meridionale e sede centrale delle autorità politiche ed ecclesiastiche di quei tempi. Si ebbe così un grande sviluppo delle attività portuali; anche l’agricoltura e l’industria riscontrò un grosso rilancio. Visto lo splendore che attraversava la città di Napoli, i Longobardi accasatatisi nella vicina Benevento, tentarono in tutti i modi di impossessarsene.

Napoli da principio fu una vera provincia bizantina, tuttavia, man mano, divenne indipendente. Nacque, dunque, il ducato di Napoli che si mantenne in vita per ben cinque  secoli nei quali si succedettero 37 duchi. Il ducato ebbe inizio con la nomina a duca di Sergio I, conte di Cuma, il quale si ingraziò i favori del popolo napoletano donando ai più bisognosi molti dei suoi averi. Il duca era considerato un vero sovrano visto che aveva tutti i poteri anche quello di dichiarare guerra. Si conclude qui il nostro viaggio nella storia della Napoli Bizantina.

Rispondi