Jurij Alschitz: Napoli si fa palcoscenico mondiale: arriva la Masterclass teatrale del Maestro.

jurij alschitz

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Jurij Alschitz. Napoli si conferma capitale della cultura e della formazione teatrale d’eccellenza. Attraverso una Masterclass condotta da una figura leggendaria della pedagogia teatrale contemporanea.

L’iniziativa, presentata dal 3 al 9 marzo 2026, la città ospiterà un evento di caratura internazionale presso la location esclusiva, Cuccuma studios Caffè, rappresenta un’occasione imperdibile per i professionisti della scena che desiderano approfondire il proprio metodo e rivoluzionare la propria visione artistica.

Il Metodo: “Dal pollice alla luna — e ritorno”.

Sotto il titolo evocativo “Cambiamento di ottica in 7 giorni”, il Maestro Alschitz guiderà i partecipanti in un percorso che sfida le convenzioni attoriali classiche. Invece di partire dalla trama o dal personaggio, il lavoro si concentrerà sul “fondamento”: il campo d’azione in cui il ruolo può realmente nascere e vibrare.

Durante il seminario verranno esplorati temi cruciali come:

  • La nascita di una scena prima ancora del testo.

  • La costruzione di un ruolo a prescindere dal carattere.

  • Il lavoro sulla fonte dell’immagine piuttosto che sull’immagine stessa.

A chi è rivolto il workshop?

Il laboratorio è a numero chiuso (minimo 10, massimo 15 partecipanti) ed è riservato esclusivamente a professionisti del settore: attori, registi e pedagoghi teatrali. È il percorso ideale per chi sente di avere la tecnica, ma cerca un appoggio più profondo, o per chi desidera costruire il teatro partendo dalle fondamenta e non dalla semplice facciata.

Il testo di riferimento scelto per questa full-immersion di sette giorni sarà il capolavoro di A. Cechov, Il giardino dei ciliegi.

  • Location : Cuccuma Studios, Via Carrozzieri 17, Napoli.

  • Orario: Dalle 10:00 alle 16:00 (con un tempo extra dedicato allo studio individuale in proprio).

  • Selezione: Avverrà tramite invio del Curriculum Vitae entro il 20 febbraio all’indirizzo email: achillemunari@gmail.com.

jurij alschitz -Napoli Workshop
jurij alschitz -Napoli Workshop

Chi è Jurij Alschitz? Regista, teorico e pedagogo, Alschitz è il fondatore della celebre metodologia d’arte drammatica nota come “Verticale del ruolo”. Maestro di migliaia di attori in tutto il mondo, la sua presenza a Napoli segna un momento di altissima formazione che promette di lasciare un segno indelebile nel panorama teatrale locale.

La pedagogia teatrale può sembrare un termine accademico e distante, ma in realtà è qualcosa di molto concreto e affascinante: è l’arte di “insegnare a insegnare” (o a imparare) come stare su un palcoscenico. Non si limita a spiegare come si recita una battuta, ma scava nel profondo dell’essere umano.

La “Verticale del Ruolo”. Solitamente, quando un attore studia un personaggio, lo fa in modo “orizzontale“: guarda la trama, cosa fa il personaggio, con chi parla e come finisce la storia. La pedagogia di Alschitz, invece, propone una dimensione verticale. Invece di chiedersi “cosa devo interpretare?“, l’attore cerca il fondamento, ovvero l’energia o il pensiero che sta alla base del personaggio prima ancora che inizi la storia. È come guardare un albero: la trama sono i rami (orizzontali), ma la pedagogia teatrale si occupa delle radici (verticali) che tengono in piedi tutto il resto.

 Creare “Prima del Testo“. Molti pensano che il teatro inizi con un copione da imparare a memoria. La pedagogia teatrale moderna ribalta questo concetto. La scena nasce prima delle parole: Si lavora su come un corpo si muove nello spazio e su come nasce un’emozione prima ancora che venga pronunciata una singola frase. Si educa l’attore a non essere un semplice “esecutore” di ordini scritti da altri, ma un creatore autonomo che porta la propria vita e il proprio pensiero nel ruolo.

La “Fonte dell’immagine vs l’immagine”. Questo è un concetto centrale nel workshop di Napoli. L’immagine: È il risultato finale, quello che vede il pubblico (l’attore che piange, l’attore che urla). La fonte: é il “motore” interno. La pedagogia teatrale non insegna a “fare la faccia triste“, ma a trovare dentro di sé la sorgente di quella tristezza. L’obiettivo è rendere la recitazione viva e autentica, evitando che diventi una ripetizione meccanica di gesti già visti.

Il Teatro come Allenamento del Pensiero. Il pedagogo teatrale non è solo un regista, ma una sorta di “allenatore della mente“. Insegna a vedere il teatro non come finzione, ma come un modo per percepire la realtà in modo diverso. Attraverso esercizi pratici e analisi filosofiche (come lo studio de Il giardino dei ciliegi di Cechov previsto nella masterclass), si impara a non fermarsi alla superficie (la “facciata“), ma a scavare nel sottosuolo dell’animo umano.

Perché è importante per il pubblico? Comprendere questi concetti aiuta a capire che dietro uno spettacolo riuscito non c’è solo talento naturale, ma un rigoroso percorso di studio e ricerca. La pedagogia teatrale trasforma l’attore in un artigiano consapevole dei propri strumenti interni.

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