Makoto Shinkai e Anime: cerchi nell’acqua, donare amore, vibrazioni

Makoto Shinkai e Anime: cerchi nell’acqua, donare amore, vibrazioni. Il cinema di Makoto Shinkai, il regista giapponese di film Anime soprannominato “il nuovo Miyazaki”, è delicato, profondo, e nell’era che viviamo, oseremmo definire “necessario”.

Makoto Shinkai e Anime:Il cinema di Makoto Shinkai, il regista giapponese di film Anime soprannominato “il nuovo Miyazaki”, è delicato, profondo, e nell’era che viviamo, oserei definire “necessario”. Perche? Perche viviamo in un mondo in cui le persone hanno bisogno più che mai di riscoprire la propria interiorità, la connessione autentica, viva, profonda con gli altri, predicando compassione, gentilezza e gratitudine. Il cinema di Makoto Shinkai si colloca in tale proposito, invitando a sognare…insieme.

Cafè Nirvana – (in English) – The characters in these stories move in an indefinite, relative time. Accepting Albert Einstein’s statement, “Time is relative, its only value is given by what we do while it is passing”.

Cerchi nell’acqua.

Makoto Shinkai e AnimeUltimamente ho riflettuto su quanto Makoto Shinkai utilizzi la pioggia nei suoi film Anime, ed in particolare quanto indugi in suggestive inquadrature sui cerchi nell’acqua prodotti da questa. Credo che ciò in qualche modo rappresenti la “poetica visiva” del regista, quella dell’amore e delle emozioni condivise, tra noi e le persone e tra noi ed il pianeta. L’eco dell’acqua è l’eco dell’energia. A meno che non pensiamo di offrire ciò che abbiamo agli altri: marito, figlio, nonno o amico che sia, o meglio agli sconosciuti che incontriamo sul nostro cammino. Se non pensiamo di fare ciò, quello che sappiamo e a cui diamo valore sarà stato vano.

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Donarsi agli altri.

Ma se mettiamo a disposizione le nostre menti, i nostri cuori, tutto ciò che siamo, allora ciò a cui teniamo di più sarà eterno e vivrà nell’anima non solo di coloro che ci conoscono, ma anche in quella di chi li incontra e cosi via, in un infinito susseguirsi di effetti, invisibili ma miracolosi. E’ esattamente come lanciare un sasso in uno stagno. Lanciamo il sasso e nell’acqua si formano dei meravigliosi cerchi, vibrando di morbide increspature. Crediamo sia questo il profondo senso della vita, uno degli obiettivi più grandi a cui tendere orgogliosamente. Donarsi alla vita, alla propria e a quella degli altri, con quello che si è e con ciò che si ha. Sempre con infinita gentilezza e con gratitudine. Tutti hanno qualcosa da dare. Nessuno escluso.  I messaggi del cinema Anime di Makoto Shinkai, non devono essere per forza percepiti come precisi e concisi, bensì come vibrazioni libere di esprimersi, come in un continuo susseguirsi di “cerchi” di echi di energia, come avviene nell’acqua.

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A tal proposito mi piace menzionare due autori, l’immenso scrittore italiano Dante Alighieri (1265- 1321) ed lo straordinario poeta Haiku giapponese  Matsuo Bashō (1644 – 1694),  che anch’essi furono stregati dal fenomeno dei cerchi dell’acqua e che utilizzarono come metafora suggestiva nelle loro opere. Ecco Dante nel Canto XIV del Paradiso, a seguito del lungo colloquio intercorso con Tommaso d’Aquino:

“Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio al centro
movesi l’acqua in un ritondo vaso,
secondo ch’è percosso fuori o dentro:

ne la mia mente fé sùbito caso
questo ch’io dico, sì come si tacque
la glorïosa vita di Tommaso,

per la similitudine che nacque
del suo parlare e di quel di Beatrice,
a cui sì cominciar, dopo lui, piacque: (…)”

Versione in prosa.

L’acqua contenuta in un recipiente tondo si muove a cerchi concentrici dal centro alle pareti del recipiente medesimo o da queste parenti al centro, a seconda se il recipiente viene percosso dall’esterno o dall’interno. Mi venne in mente questo fenomeno fisico, causa la somiglianza tra il discorso pervenutomi dall’anima del sapiente Tommaso d’Aquino e quello che, subito dopo, rivolse alle corone dei beati la mia Beatrice. Infatti le parole del dottore angelico erano pervenute dal cerchio dei sapienti al centro del quale mi trovavo con la donna mia.”

(Michele Diomede – “Divina Commedia Interpretazione in prosa”)

Ecco Matsuo Bashō:

“Nello stagno antico
si tuffa una rana:
eco dell’acqua.”

(Matsuo Bashō)

La maggior parte dei lettori pensa che Matsuo Bashō abbia realmente contemplato tale scena. In realtà la poesia nacque a seguito di un raduno di poeti Haiku presso il suo eremo Basho-an, caratterizzato dalla presenza di uno stagno. I poeti Haiku decisero un tema e fu scelto quello della “rana” . Così, Basho, come gli altri, dovette utilizzare tale animale anfibio in una poesia. Basho con il suo componimento si riferì al mondo del silenzio che fu rotto dal movimento di una piccola creatura, immaginata nella sua mente. “Eco dell’acqua” sta dunque per energia, suono, vita, sgorgare della vita, che rompe il silenzio.

Energia.

Tutto in natura, vibra ed incredibilmente suona e risuona. Non esiste un atomo inerte, che non segua questo processo. Tutto ciò che annusiamo, vediamo, tocchiamo e percepiamo sono illusioni sensoriali prodotte da flussi di energia che si concentrano e che danno vita ad ogni singolo elemento visibile ed invisibile. Le vibrazioni, o piccolissime oscillazioni veloci, sono di svariata natura. La luce è vibrazione in quanto onda elettromagnetica, il suono è vibrazione in quanto si tratta di uno spostamento ondulatorio dell’aria, l’oscillazione atomica fino all’oscillazione dell’elettrone, sono quindi tutti fenomeni vibratori. L’atomo e l’elettrone sono le componenti basilari della materia, organica-biologica o inorganica. Si deduce dunque che ogni cosa è vibrazione. Pioggia, cerchi nell’acqua, energia, amore, vibrazioni, tutto questo si intreccia poeticamente nel cinema Anime di Makoto Shinkai, un animo finemente ispirato, che con la sua arte siamo certi continuerà a far parlare di sè.

“Si chiama anche “pioggia solare”, “pioggia personale” o “lacrime del cielo”, perché la pioggia senza nuvole sembra una lacrima.”

(Makoto Shinkai – “Il giardino delle parole”)

Ti piace il Pullover Aham Brahmasmi ? Clicca su questa immagine. Recitare il mantra Aham Brahmasmi significa riconoscere di essere il mondo, essere tutto e contemporaneamente affermare che in realtà non esiste un’entità come te. Nessun ego.

 

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