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Wolfgang Amadeus Mozart fu profondamente innamorato di Napoli

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Mozart e l’amore per Napoli durante il ‘700.

Mozart fu profondamente innamorato di Napoli. Ma prima è bene sottolineare che il Settecento è stato sicuramente uno dei periodi più importanti che Napoli abbia mai vissuto. Grazie all’ascesa al potere di Carlo di Borbone, la capitale del Regno delle Due Sicilie, divenne ben presto luogo di attrazione di numerosi artisti e architetti di fama europea e mondiale. Inoltre, il capoluogo campano divenne anche una delle città più apprezzate per ciò che concerne la musica, grazie ai tanti talenti che riusciva a sfornare. Si pensi, solo per citarne alcuni, a Nicolò Porpora ed Alessandro Scarlatti. Fu in questo contesto storico, Leopold Mozart, maturò l’idea di quanto fosse importante per il figlio, allora quattordicenne, entrare in contatto con quell’ambiente così raffinato. Alla moglie, difatti scrisse:”Andremo a Napoli, questo luogo è così importante che se una scrittura dell’opera non ci richiamerà a Milano, potrebbe facilmente capitare una occasione che ci trattenga qui tutto il prossimo inverno”.

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Wolgang Amadeus Mozart fu profondamente innamorato di Napoli.

I Mozart giunsero così a Napoli nel 1770, grazie all’intervento del cardinale romano Pallavicini che, tramite alcune amicizie, riuscì a far presentare i suoi amici al ministro e consigliere del re, Bernardo Tanucci. Il giovane Mozart, fu così tanto rapito dalla capitale partenopea che avrebbe scritto: “Quando avrò composto un’opera per Napoli, mi si ricercherà ovunque: con un’opera a Napoli ci si fa più onore e credito che non dando concerti in Germania”. Nonostante ciò, Wolfgang non riuscì però ad esibirsi davanti agli occhi del sovrano che riuscì ad intravedere solo nella cappella palatina della Reggia di Portici. Probabilmente, un’artista giovane come lui, all’epoca non era ritenuto all’altezza di poter suonare davanti ad un re poiché considerato ancora un intrattenitore destinato ad un pubblico medio. Nonostante ciò però, il bambino prodigio volle comunque studiare ed approfondire lo stile di alcuni importanti compositori campani. Il suo approccio, cominciò ascoltando alle opere di Jommelli, Cafaro e de Majo, come spiega lo stesso Mozart:”Il 30 cominceranno le rappresentazioni dell’opera che ha composto Jommelli… Cafaro comporrà la seconda opera, la terza Cicio de Majo”. Fu proprio in casa di Jommelli, che Wolfgang, conobbe l’impresario Amadori il quale, dopo averllo ascoltato, gli commissionò un lavoro per il Real Teatro San Carlo, mai però realizzato. Quello che però l’artista austriaco apprezzò più di tutti, fu Giovanni Paisiello.

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Mozart restò a Napoli solo quaranta giorni.

Rimase a tal punto colpito dalla sua versione del “Barbiere di Siviglia” che volle metterlo in musica componendo le “Nozze di Figaro”. Frequentando più assiduamente il teatro Nuovo ed il teatro fiorentino, il celebre compositore ebbe inoltre modo di conoscere la culla dell’opera buffa. Wolgang Amadeus Mozart fu profondamente innamorato di Napoli. Il suo soggiorno napoletano è documentato, in particolare, da alcune lettere che il musicista indirizzò alla madre ed alla sorella Marie Anne che lui chiamava in modo affettuoso, Nannerl, missive nelle quali l’artista si diverte ad usare termini francofoni ed italiani, come era in voga fare tra gli intellettuali del Settecento. Altra testimonianza della sua presenza nella capitale borbonica, è data inoltre da un dipinto realizzato da Pietro Fabris, un pittore napoletano al servizio di Lord Hamilton, il quale realizzò molte illustrazioni destinate ad un trattato sui vulcani del Regno delle Due Sicilie. L’opera, è tutt’oggi esposta e conservata allo Scottish Portrait Gallery di Edimburgo, e ritrae il salone dell’appartamento napoletano di Lord Fortrose nel quale si stanno esibendo un gruppo di musicisti tra i quali c’e’ il violinista Gaetano Pugnani. Mozart restò a Napoli solo quaranta giorni. Un periodo breve ma nonostante ciò,molto intenso, durante il quale ebbe modo di studiare e di affinare il suo orecchio musicale, scrivendo poi alcune delle opere classiche più belle di tutti i tempi. Mozart fu profondamente innamorato di Napoli? E’ dire poco…

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