Franco Fontana - Paesaggio Basilicata 1975 ©francofontana
Franco Fontana - Paesaggio Basilicata 1975 ©francofontana

Franco Fontana, addio al maestro che ha insegnato al colore a parlare.

di M.Luchini (@iphotox)

Franco Fontana è morto: addio al maestro decano italiano del colore in fotografia.

Se n’è andato, il 29 agosto del 2026, all’età di 92 anni. Franco Fontana, uno dei veri maestri della fotografia italiana, ci lascia in eredità un modo nuovo di guardare il mondo e non riesco a pensarlo al passato senza sentire il bisogno di fermarmi, almeno un momento, a dirgli grazie.

Perché quello che Fontana ha fatto non è stato semplicemente “fotografare a colori“. È stato molto di più: ha insegnato a un’intera generazione di fotografi — me compreso — che il colore non è un accessorio, non è un dettaglio da correggere in post-produzione, non è la versione “meno seria” del bianco e nero. Il colore, nelle sue mani, è diventato linguaggio. Struttura. Emozione pura.

Franco Fontana - Paesaggio Emilia Romagna 85 ©francofontana
Franco Fontana – Paesaggio Emilia Romagna 85  – ©francofontana

L’arte di ridurre il mondo all’essenziale. C’è qualcosa di quasi disarmante nella semplicità apparente delle sue fotografie. Un campo. Un muro. Un’ombra che taglia una strada in due. Cose che chiunque di noi ha visto mille volte senza fermarsi. Fontana si fermava. E in quel fermarsi, sapeva estrarre da un paesaggio ordinario una geometria pura, un ritmo, una vibrazione cromatica che trasformava il banale in composizione quasi astratta. Non aveva bisogno di soggetti straordinari. Aveva bisogno di uno sguardo straordinario e quello lo aveva, in una misura che pochissimi fotografi, in qualsiasi epoca, possono vantare.

Un pioniere in un mondo che non era pronto per lui…

Bisogna ricordare in che contesto Fontana ha iniziato a lavorare, fin dai primi anni Sessanta: un’epoca in cui la fotografia “seria“, quella da galleria, da museo, da critica, era ancora quasi religiosamente legata al bianco e nero. Il colore era considerato commerciale, decorativo, poco raffinato, buono per la pubblicità, non per l’arte.

Franco Fontana - Montagna metafisica - 1988 ©francofontana
Franco Fontana – Montagna metafisica – 1988 ©francofontana

Franco Fontana ha smontato questo pregiudizio scatto dopo scatto. Ha dimostrato che il colore poteva essere tanto sofisticato, tanto concettuale, tanto potente quanto qualsiasi bianco e nero, se non di più. Non stupisce che le sue opere abbiano finito per essere conservate in oltre cinquanta musei nel mondo, e che gli siano stati dedicati oltre settanta libri pubblicati in mezza Europa, negli Stati Uniti e in Giappone. Non stupisce nemmeno che il suo linguaggio visivo sia stato cercato da marchi come Fiat, Volkswagen, Sony, Versace, Canon e Kodak: quando uno sguardo è così riconoscibile, diventa esso stesso un valore.

Un’eredità che continua a insegnare. Quello che resta, oggi, non è solo un archivio sterminato di immagini bellissime. È un metodo di visione. Fontana ci ha insegnato che fotografare non significa documentare la realtà, ma tradurla, ridurla ai suoi elementi essenziali: colore, forma, ritmo, emozione. È una lezione che vale ancora oggi, in un’epoca satura di immagini, forse più che mai.

Franco Fontana - Paesaggio Landscape Italy 1993 ©franco fontana
Franco Fontana – Paesaggio Landscape Italy 1993 ©franco fontana

Se conoscete già le fotografie di Franco Fontana, oggi è un buon giorno per rivederle con occhi nuovi. Se non le conoscete ancora, vi invito con tutto il cuore a dedicare un po’ di tempo alla sua opera straordinaria: è un investimento che cambia il modo in cui guarderete un muro, un’ombra, una strada, per il resto della vostra vita.

Grazie, maestro.

Franco Fontana (Modena, 9 dicembre 1933 – 29 agosto 2026)

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