ROOL founder - art by  @iphotox ©2026 - crono.news
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Rool: la nuova IA europea che non dimentica e rispetta la tua privacy.

di Mariano Luchini (@iphotox)

Intervista a Casper Wilstrup, CEO & Founder di Rool, la startup irlandese che vuole ridare memoria e controllo all’intelligenza artificiale.

C’era una volta un programmatore,  che era stufo di ripetere le stesse cose alla propria IA. Da quella frustrazione comune a molti, ma trasformata in progetto da pochi, è nata Rool, una startup con base a Dublino che promette un agente artificiale con una memoria degna di questo nome. Ne abbiamo parlato con il suo fondatore, Casper Wilstrup, cercando di capire cosa si nasconde dietro questo nome curioso e dietro una promessa che suona quasi troppo semplice per essere vera.

Rool ricorda tutto, ma tu, Casper, hai una buona memoria? O sei uno di quelli che dimentica dove ha messo le chiavi di casa?

C.W. : È un mix. Ho la reputazione di essere un’enciclopedia per quanto riguarda i fatti, ma sono pessimo nel ricordare dettagli sulle persone. Suppongo di passare molto tempo a pensare alle cose e spesso troppo poco tempo a pensare alle persone. A volte penso che la maggior parte della gente sia ugualmente brava a ricordare, ma affinché le cose entrino nella memoria a lungo termine dobbiamo rifletterci ripetutamente. Si tratta in realtà di una ripetizione dilazionata, e ciò che ricordiamo è il riflesso di ciò su cui passiamo il tempo a pensare. Non sono sicuro che questo mi metta in una luce molto lusinghiera.

Quando avete deciso di fondare Rool, qual è stata la reazione della tua cerchia? Entusiasmo, scetticismo, o qualcuno ti ha detto “ma ne abbiamo davvero bisogno di un’altra IA”?

C.W. : La maggior parte delle persone ha detto: “Perché disturbarsi quando esiste già OpenAI?”. Ma le persone che mi conoscono bene hanno visto più a fondo: non stiamo costruendo un wrapper; (nel AI settore si usa spesso in modo un po’ dispregiativo “è solo un Wrapper” per dire che un prodotto non ha una vera innovazione tecnica propria, ma sfrutta il lavoro di un modello di terzi. NDR), bensì stiamo costruendo un motore VM, (virtual machine. NDR) quindi, non solo un semplice chatbot. Lo scetticismo è l’impostazione predefinita per qualsiasi progetto infrastrutturale significativo. Se nessuno è scettico, probabilmente stai solo costruendo una semplice funzionalità, non una piattaforma vera e propria.

“Ci eravamo stancati di ripetere sempre le stesse cose ai nostri agenti IA”qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso? C’è una storia specifica dietro quella frustrazione?

C.W. : È stato l’effetto “Ricomincio da capo” (Il giorno della marmotta). Nel 2022, ero rimasto molto colpito dai rapidi miglioramenti dei transformer e dalla loro capacità di lavorare con il linguaggio. Ma ero anche colpito da quanto tutto fosse effimero e da quanto fosse diverso da ciò che è realmente un buon assistente. Un buon assistente può essere un abile scrittore, sì, ma cosa ancora più importante, da tempo immemorabile è colui che ricorda le piccole cose che noi dimentichiamo. Quindi, chiamare un chatbot effimero “Assistente IA” sembrava sbagliato. Avevamo quindi bisogno di qualcos’altro.

Rool family- art by  @iphotox ©2026 - crono.news
Rool family- art by  @iphotox ©2026 – crono.news

Perchè si chiama “Rool”? È un acronimo, un nome di persona, un gioco di parole? O è una di quelle storie che preferisci non raccontare?

C.W. : Inizialmente era un gioco di parole sul termine “Tool” (strumento). Ma è in seguito diventato definitivo quando il mio co-fondatore Jaan ha fatto notare che in lingua estone Rool significa “un volante, uno sterzo”. È stato casuale, ma in definitiva, molto appropriato per il nostro prodotto.

 Se Rool fosse un personaggio, umano, animale, o altro, come lo descriveresti?

Rool, potrei definirlo quasi come un capo bibliotecario, ma con un’opinione propria. Organizza i tuoi record perfettamente, ma può anche smontare il tuo motore e rimontarlo meglio di prima.

Memoria e Privacy:

Memoria perfetta e controllo totale dei dati: sembrano due valori in tensione tra loro. Come avete trovato l’equilibrio?

C.W. : Questo è il problema più difficile. Abbiamo costruito funzionalità che permettono a Rool di adattarsi alle preferenze dell’utente: essere proattivo e strutturare le cose senza suggerimenti, oppure fare un passo indietro e seguire le idee dell’utente su come strutturare le informazioni. Non esiste una risposta giusta e, sfortunatamente, Rool non può sapere in anticipo cosa serva meglio all’utente o al progetto. Invece di cercare di trovare noi l’equilibrio giusto, ci concentriamo sul fare in modo che Rool scopra l’equilibrio attraverso le interazioni con gli esseri umani. Non sempre ci riusciamo, e sappiamo come il desiderio di Rool di organizzare tutto possa a volte essere fastidioso, anche per noi stessi.

Sul futuro:

Tra cinque anni, dove vorreste che Rool fosse? E dove vorreste essere voi?

C.W. : Tra cinque anni, Rool dovrebbe essere il sistema operativo IA predefinito per team e individui attenti alla privacy. Penso che dovremmo tutti essere piuttosto attenti alla privacy al giorno d’oggi. Per quanto mi riguarda, voglio continuare a costruire la prossima generazione di questo stack. Sogno l’intelligenza artificiale da quando ero bambino negli anni ’80, quindi in un certo senso sto vivendo un sogno. Anche se, come tutti gli altri in questo campo, sono preoccupato per i lati oscuri, alcuni dei quali sono molto diversi da come pensavo sarebbero stati negli anni ’80.

C’è un caso d’uso di Rool che vi ha sorpreso, qualcosa che magari non avevate previsto e che vi ha fatto pensare “wow, non avremmo mai immaginato che qualcuno lo usasse così”?

C.W. : La risposta noiosa è no. La diversità dei casi d’uso di cui sentiamo parlare è enorme e ho smesso di sorprendermi della varietà. Ciò che vediamo più spesso riguarda la pianificazione dei viaggi, la gestione dei progetti e la semplice ricerca di informazioni. Tuttavia, gli esempi di cui sento parlare spaziano dall’analisi del DNA allo sviluppo di trame per videogiochi, dall’esplorazione spaziale alle collezioni di ricette. Adoro sentire i casi d’uso delle persone; questa selvaggia diversità è esattamente ciò che speravamo.

Ultima domanda, la più seria: a Dublino si beve meglio la Guinness o il caffè? E la risposta influenza in qualche modo la produttività del team?

C.W. : Molto facile rispondere: la Guinness!

Rool tra le nuvole dell'Europa -Art by @iphotox ©2026 -Crono.news.jpg
Rool tra le nuvole dell’Europa -Art by @iphotox ©2026 – Crono.news

Tra una battuta sulla Guinness e una riflessione sulla ripetizione dilazionata della memoria, emerge il ritratto di una giovane azienda europea che ha scelto di affrontare uno dei nodi più scomodi dell’intelligenza artificiale contemporanea: la sua amnesia strutturale.

Mentre i grandi player del settore continuano a rincorrere modelli sempre più potenti ma altrettanto effimeri nella loro capacità di “conoscere” davvero chi hanno davanti, Rool scommette su un’idea diversa, quasi controcorrente: che un buon assistente si misuri non tanto dalla sua eloquenza, ma dalla sua capacità di ricordare.

Resta da vedere se il mercato premierà questa visione, e se un’infrastruttura pensata per la privacy riuscirà a competere con la scala e le risorse dei colossi americani. Ma se c’è una lezione da portare a casa da questa chiacchierata con Wilstrup, è che l’innovazione, a volte, non nasce dal voler fare qualcosa di più grande — ma da qualcosa di più giusto. E forse, in un settore ossessionato dalla potenza di calcolo, ricordare resta ancora la cosa più umana che una macchina possa imparare a fare.

  • M.L.

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