Ntalliarse - Art by @iphotox ©2026 -Crono.news
Ntalliarse - Art by @iphotox ©2026 -Crono.news

Ntalliarse: L’arte napoletana di perdere tempo facendo cose inutili.

Un piccolo manifesto di lentezza che arriva nel momento giusto. Da leggere senza fretta, naturalmente...

Ci sono libri che arrivano nel momento esatto in cui ne avevi bisogno senza saperlo. Ntalliarse è uno di quelli. Claudio Pennino costruisce attorno a una parola, una sola, intraducibile, un intero sistema di pensiero.

Non un saggio né un dizionario: qualcosa di più raro. L’opera dello scrittore e poeta napoletano Claudio Pennino è una filosofia minuta e popolare, tramandata per secoli nei vicoli, nelle cucine, nei bassi, e che ora, messa nero su bianco, rivela tutta la sua insospettabile modernità. Ntalliarse non è ozio. Non è pigrizia, non è svogliatezza, non è la cattiva coscienza di chi rimanda. È qualcosa di più preciso e più ambizioso: è la resistenza gentile contro la dittatura contemporanea del fare, del produrre, del consegnare, del performare. È rivendicare il diritto a quel tempo laterale, non perso, ma vissuto, in cui la vita finalmente respira.

A Napoli il tempo non si perde per caso: si coltiva, si accarezza, si abita.

La struttura del libro è semplice e felice al tempo stesso: una carrellata di modi di dire napoletani, ciascuno trasformato in piccola scena teatrale, in lampo antropologico, in battuta che fa ridere e subito dopo fa pensare. Sciuscià ‘o naso ê ggalline, Fà ‘a passiata d’ ‘o rraù, Cunzulà ‘e passarielle, Ammunnà nespole, Cammenà ncopp’ a ll’ova, s’addorme cu ’a zizza mmocca. Non si tratta di curiosità folkloristiche da vetrinetta, bensì di frammenti vivi di una civiltà linguistica che ha trovato, nel grottesco e nell’assurdo, la forma più onesta per dire il vero.

Ntalliarse di C. Pennino - Art by @iphotox ©2026 Crono.news
Ntalliarse di C. Pennino – Art by @iphotox ©2026 Crono.news

Claudio Pennino ha un merito raro: evita la cartolina. Napoli non viene imbalsamata nel cliché del “popolo simpatico“, né ridotta alla commedia del pittoresco da esportazione. Qui la napoletanità è lingua pensante. Soffiare il naso alle galline, consolare i passerotti, camminare sulle uova: sono immagini buffe, sì, ma di quella buffoneria che un trattato sociologico non raggiungerebbe mai. C’è una verità dentro l’assurdo che solo il dialetto sa custodire.

Il tono è uno dei piaceri maggiori del volume. Pennino scrive con passo leggero, ma non superficiale. La battuta è sempre pronta, eppure non insegue l’effetto comico fine a sé stesso: il suo umorismo ha un doppio fondo, quasi un secondo respiro. Prendiamo Fà ‘a passiata d’ ‘o rraù: dietro l’immagine irresistibile della lentezza domestica si nasconde una vera e propria teoria del tempo. Il ragù non si affretta, si accompagna. Deve pippiare. E così alcune cose nella vita maturano soltanto se non vengono violentate dalla fretta. In quel momento il libro smette di parlare di Napoli e inizia a parlare di tutti noi.

Il ragù non si affretta, si accompagna. Deve pippiare. Alcune cose maturano solo se non vengono violentate dalla fretta.

La pagina più bella è forse quella su Cunzulà ‘e passarielle, consolare i passerotti. Un gesto inutile, certo. Ma proprio per questo magnifico. Inutile come una carezza, come una parola detta a chi non può risponderti, come prendere tra le mani una foglia ingiallita e decidere di prendersene cura per un momento. Pennino capisce, e lo dimostra senza mai dichiararlo, che la cultura popolare napoletana non è solo feroce sarcasmo: è anche pietà, dolcezza, attenzione per il piccolo e per il fragile.

Ntalliarse -Il Ragù deve pippiare... - Art by @iphotox ©2026 -Crono.news
Ntalliarse -Il Ragù deve pippiare… – Art by @iphotox ©2026 -Crono.news

Interessante il passaggio sull’etimologia di ntalliarse, parola sospesa tra più possibilità: fermarsi sui talloni, volare, oppure mettere radici, dal greco enthallein. Tre immagini che sembrano contraddirsi e invece si completano, immobilità, leggerezza, radicamento, in un’oscillazione continua tra ciò che siamo e ciò che sogniamo di essere. Il libro non cede mai alla retorica facile della lentezza. Nella parte finale emerge una distinzione fondamentale: c’è un indugiare che arricchisce e uno che consuma. L’immagine della cera che si scioglie mentre la processione non cammina funziona da avvertimento netto: non basta rallentare, bisogna sapere perché si rallenta. È qui che il saggio guadagna spessore morale e si sottrae alla categoria dei libri consolatori da comodino.

Non basta rallentare, bisogna sapere perché si rallenta.

Un limite esiste, ed è onesto nominarlo: alcune voci seguono un andamento simile, e il lettore può avvertire nel meccanismo interpretativo una certa ripetizione. Ma è un limite veniale, quasi fisiologico in un’opera costruita come repertorio. Anzi, è il libro stesso a suggerire come leggerlo: una voce alla volta, magari col caffè, senza ansia di finirlo. Leggerlo di corsa sarebbe, appunto, un tradimento del suo spirito. Ntalliarse è un libro colto senza essere pedante, popolare senza essere banale, divertente senza diventare macchietta. Lo scrittore Pennino riesce a trasformare il dialetto in lente critica sul presente: Napoli diventa non solo luogo geografico, ma postura mentale, modo di stare al mondo, esercizio quotidiano di libertà.

Ntalliarse il libro di Claudio Pennino - Colonnese editore
Ntalliarse il libro di Claudio Pennino – Colonnese editore

È il libro da regalare a chi corre troppo, a chi misura tutto in risultati, a chi non riesce a guardare dal balcone senza sentirsi in colpa. Ma anche a chi ama Napoli nella sua intelligenza più profonda: quella che ride, punge, consola, rallenta e mentre sembra perdere tempo, forse sta solo recuperando l’anima.

“Chi tene tiempo nun aspetta tiempo”. E noi, di tempo da spendere in bellezza, ne abbiamo ancora tanto.”   (Claudio Pennino.)

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