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Tutto risuona in natura. Vibrazioni primordiali e pensieri di Dante Alighieri

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vibrazioni primordiali
vibrazioni primordiali, tutto risuona in natura

Vibrazioni primordiali ,Tutto risuona in natura. Pensieri di Dante Alighieri. Affascinanti e misteriosi appaiono le riflessioni del grande poeta nel 33° canto della Divina Commedia.

“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”.

(Vangelo secondo Giovanni 1,1–3)

Vibrazioni primordiali. Tutto in natura, vibra ed incredibilmente suona e risuona. Non esiste un atomo inerte, che non segua questo processo. Tutto ciò che annusiamo, vediamo, tocchiamo e percepiamo sono illusioni sensoriali prodotte da flussi di energia che si concentrano e che danno vita ad ogni singolo elemento visibile ed invisibile.

Le vibrazioni, o piccolissime oscillazioni veloci, sono di svariata natura. La luce è vibrazione in quanto onda elettromagnetica, il suono è vibrazione in quanto si tratta di uno spostamento ondulatorio dell’aria, l’oscillazione atomica fino all’oscillazione dell’elettrone, sono quindi tutti fenomeni vibratori. L’atomo e l’elettrone sono le componenti basilari della materia, organica-biologica o inorganica. Si deduce dunque che ogni cosa è vibrazione.

Nelle antiche tradizioni spirituali è stata riscontrata una comune identificazione nella vibrazione sonora (vibrazioni primordiali) come origine dell’universo, In particolar modo si attribuisce al suono come Parola, l’originario potere della creazione. Il mantra (mantra: parola che libera la mente), OHM è la Vibrazione Primordiale dell’Universo stesso e di tutto il processo della Creazione.

“Oṁ è la prima Parola, il primo simbolo di tutto l’universo, la prima manifestazione, la realtà concentrata fatta parola, cioè suono, concetto, forma, materia, spirito. È la Parola che precede il mondo, è la Parola in conformità alla quale il mondo si è formato.”  (Raimon Panikkar)

                         Nel 33° canto della Divina Commedia, Dante scrive:

“Nel suo profondo vidi che s’interna,
legato con amore in un volume,
ciò che per l’universo si squaderna:

sustanze e accidenti e lor costume
quasi conflati insieme, per tal modo
che ciò ch’i’ dico è un semplice lume.

La forma universal di questo nodo
credo ch’i’ vidi, perché più di largo,
dicendo questo, mi sento ch’i’ godo.”

Il poeta si immerge in una realtà che si colloca al di là del reale percepito e concepito. Dante elabora profondissimi pensieri che la mente ordinaria stenta persino a concepire, ma che una coscienza profonda è perfettamente in grado di percepire. Il grande poeta identifica nel “Nodo”, la percezione del creato, di tutte le cose, in un punto privo di spazio e quindi adimensionale, dove tutto vibra sempre e comunque.

E quanto a noi esseri umani? Essere attenti alle nostre vibrazioni interiori, alle nostre emozioni, ci permette di essere profondamente in contatto con la nostra realtà e di dare più senso e logica a ciò che viviamo ogni istante, ogni giorno della nostra vita. Questo significa “accordarsi” con il suono primordiale del mondo, vivendo con consapevolezza, serenità ed armonia, come recitano queste parole del Buddha:

“Devi andare il più possibile in profondità nella consapevolezza. Allora nessuno potrà illuderti poiché allora non vedrai l’apparenza, ma la realtà.”

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