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Il celebre Anfiteatro romano di Benevento accolse anche l’imperatore Nerone

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Il celebre Anfiteatro romano di Benevento accolse anche l’imperatore Nerone.

Il celebre Anfiteatro romano di Benevento, scoperto circa trentatré anni or sono, pare abbia ospitato anche l’imperatore Nerone, noto come colui che fece incendiare Roma, incolpando i cristiani. Il monumento di cui si sospettava l’esistenza, venne riportato alla luce, ma solo parzialmente, nella metà degli anni ottanta del secolo trascorso ed in modo alquanto casuale e fortunoso. In verità la scoperta fu fatta in seguito all’abbattimento di un fabbricato fatiscente; in quell’occasione furono rinvenuti alcuni resti che solo più tardi portarono al ritrovamento di alcuni muri radiali che fungevano da sostegno  alla cavea con i suoi gradoni ed inoltre a  parti del muro perimetrale esterno.

L’anfiteatro romano, costruito molto presumibilmente durante la seconda metà del I secolo d.C. venne edificato, come prassi comune nelle città romane, lontano dal centro urbano, non distante tuttavia da arterie stradali che consentissero un veloce accesso ed un rapido deflusso degli spettatori onde evitare eventuali disordini che potessero minare la sicurezza della città. L’anfiteatro romano di Benevento si trova infatti al di fuori dalla cinta muraria, nella periferia nord-occidentale della cittadina sannita, direttamente sulla via Appia, non distante dalla confluenza del fiume Sabato col Calore, dal ponte Leproso e dallo stesso teatro romano, altro monumento vanto della città.

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Anfiteatro romano di Benevento.

Gli studiosi pensano che l’Anfiteatro si sviluppasse su tre livelli, che fosse alto  ben 27 metri  e che fosse largo 130 e lungo quasi 160 metri ed infine che potesse ospitare all’incirca 30.000 spettatori. All’interno dell’arena è stato provato  che si svolgessero i munera gladiatoria ossia i combattimenti tra gladiatori che venivano addestrati e si allenavano all’interno del ludus magnus, una specie  di palestra  gestita direttamente dalla famiglia imperiale, al pari di altre quali quelle di Roma o di Capua. Nella sua opera Annales, lo storico latino Tacito afferma che ai combattimenti  presenziasse anche ll’imperatore Nerone  su invito di un uomo nome Vatinio. Ciò accadeva nel 63 d.C.

Quindi a causa dei vari terremoti e dell’incuria, l’Anfiteatro fu abbattuto in gran parte per non permettere ad eventuali nemici di farne una sorta di  quartier generale per attaccare la città. Col trascorrere dei secoli l’urbanizzazione della zona, la costruzione di abitazioni  e palazzi hanno ricoperto, naturalmente, le antiche strutture le quali sono state completamente distrutte dalle nuove costruzioni, alla fine del diciannovesimo secolo. Inoltre i binari della ferrovia Benevento-Napoli e della vicina stazione Benevento Appia  hanno sicuramente causato il danneggiamento ulteriore del prezioso monumento.

Alzando gli occhi nel visitare la città di Benevento si notano i resti più artistici di quella imponente struttura come  i rilievi in calcare locale con soggetto gladiatorio. E poi passando per  via Munazio Planco, tra l’erba incolta ed una vecchia recinzione si vedono  i resti dell’edificio probabilmente più imponente della città. Proseguendo verso il Duomo, nello scorgere il campanile si può ammirare un busto di gladiatore mentre un altro simile si trova in alto sul campanile della Chiesa di Santa Sofia. Infine nella torretta occidentale della Rocca dei Rettori è conservato un rilievo sul quale vi è  una gamba di un gladiatore.

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