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Launeddas: lo strumento tipico della Sardegna, che ha origini antichissime

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Launeddas: lo strumento tipico della Sardegna, che ha origini incredibilmente antiche.

Suonatore itifallico di Launeddas. Fattura nuragica. VII-VI secolo a.C. Museo Nazionale di Cagliari.

Stefano Pinna è un abilissimo suonatore di launeddas, uno strumento tipico Sardo, che ha origini antichissime. Basti pensare che il “probabile” antenato Pelasgico delle launeddas, ovvero l’aulòs, veniva utilizzato nei riti simposiaci, nella rappresentazione delle tragedie e nelle celebrazioni funerarie dell’antica Grecia e dell’Etruria. A tal proposito, in tema di Nuragici ed Etruschi, è doveroso anche menzionare la scoperta dello scorso Gennaio a Tavolara, in Sardegna, di un insediamento Etrusco del IX secolo a.C., ad opera dell’archeologo Francesco di Gennaro. Di Gennaro, soprintendente di Sassari e Nuoro, dichiarò in quell’occasione, al quotidiano “La Nuova Sardegna”: “Degli scambi commerciali tra la Sardegna e l’Etruria ne siamo a conoscenza da parecchio tempo. Adesso però questa scoperta apre le porte a nuove interpretazioni che potrebbero aiutarci a capire come avvenissero tali scambi.”

Ecco alcune domande che abbiamo posto al virtuoso musicista Sardo, Stefano Pinna, che suona le launeddas dall’età di 13 anni:

Ci spiega cosa sono le launeddas?

“Le launeddas sono uno strumento polifonico ad ancia battente tipico della Sardegna. Il ritrovamento di un bronzetto nuragico datato VIII, IX secolo a.C. lo pone come strumento più antico di tutta l’area del Mediterraneo.”

Stefano Pinna suona le launeddas.

Quale ritiene sia la particolarità delle launeddas?

“Una delle particolarità delle launeddas è la respirazione circolare (fiato continuo). Il suonatore deve imboccare le tre ance e ispirando ed espirando con l’utilizzo della riserva d’aria che si trattiene con le guance, fa si di avere sempre un suono continuo. Si inizia difatti con un bicchiere d’acqua ed una cannuccia per l’apprendimento della respirazione circolare, per poi utilizzare la stessa tecnica direttamente sullo strumento.”

Nel primi del ‘900 fino alla metà secolo le launeddas vissero un totale declino. Oggi, invece, con lo studio ed il recupero del repertorio oltre all’impegno di vari maestri in diverse scuole isolane, le launeddas godono di ottima salute. Grazie a musicisti come Stefano Pinna, vengono evocati i popoli Nuragici, i quali, come detto,furono strettamente in contatto con gli Etruschi, ed ancor prima con i Pelasgi. C’è tantissima storia da studiare e da rievocare e riteniamo che la musica sia un mezzo straordinario per riuscire in tale intento. Stefano Pinna è fortemente impegnato dal 2017 nella promozione del “Festival Launeddas nel Sinis”. Ciò grazie all’Associazione Launeddas del Sinis, che ha costituito nel 2016.

Suonatore Etrusco di aulòs.

Le launeddas hanno la caratteristica di creare un forte impatto emotivo. Secondo lei cosa genera questa grande emozione ?

“Tra i Sardi ancora oggi il suono arcaico delle launeddas suscita delle forte emozioni, sia per il suono inconfondibile, per le vibrazioni date dalle tre canne, per i contesti e il tipo di repertorio utilizzato. Un vecchio anziano del mio territorio, il Sinis, diceva (in sardo): – le launeddas non sono una creazione degli uomini, ma del cielo, perché cose cosi gli uomini è improbabile che riescano a crearle – .”

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