Domenica delle palme: ecco il perché del rito del ramoscello di ulivo

Domenica delle palme: ecco il perché del rito del ramoscello di ulivo. Attraverso questa ricorrenza si usa ricordare l’ingresso solenne d Gesù, nella città di Gerusalemme, accolto da un bagno di folla che lo esalta come se fosse un re, agitando delle fronde e dei rami raccolti nei campi. Si tratta di un’usanza derivata dalla festività ebraica chiamata Sukkot, in cui i pellegrini erano soliti recarsi al tempio di Gerusalemme con in mano un mazzetto di palme, mirto e salice.

Cade, domenica 25 marzo, la festività della domenica delle palme con cui si celebra l’ingresso solenne di Gesù, nella città di Gerusalemme, dove  fu accolto da un bagno di folla che lo acclamava come una sorta di re , agitando tra le mani dei ramoscelli, raccolti nei campi, alla stregua della tradizione ebraica della festa chiamata Sukkot, nel corso della quale i pellegrini si recavano al tempio di Gerusalemme, portando in mano un mazzetto di palme, mirto e salice.

Con la domenica delle palme si dà inizio alla settimana santa, durante la quale si ricordano gli ultimi giorni dell’esistenza sulla terra di Gesù Cristo. Pertanto si usa celebrare  la sua Passione, la Morte ed infine la Risurrezione. Tutti e quattro gli evangelisti raccontano l’entrata trionfale di Cristo a Gerusalemme, tuttavia non tutti la narrano nello stesso modo. Infatti Matteo e Marco parlano di gente che sventolava rami di alberi, o fronde, invece  Luca non ne parla affatto, mentre solo Giovanni racconta che la folla recava in mano delle palme.

Come accennato precedentemente l’usanza prendeva spunto dalla ricorrenza della festività ebraica detta Sukkot, ossia la “festa delle Capanne”, dove tantissimi fedeli giungevano in pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme, portando in mano e sventolando il lulav, ovvero un mazzetto intrecciato formato dalla  palma, simbolo della fede, dal mirto, immagine  della preghiera, e dal salice simboleggiante il silenzio. 

Quel giorno a Gerusalemme una straripante folla, allertata dalle voci dell’arrivo del Messia, distese a terra dei mantelli, mentre altri agitavano rami di ulivo e di palma, per  rendere omaggio a Gesù. La gente esclamava: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!”. Per la cronaca la Domenica delle Palme viene celebrata non solo dai cattolici, ma anche dagli ortodossi e dai protestanti, anche se non nelle stesse date. Da noi ricorre sempre  durante il tempo della Quaresima, che si conclude il Giovedì Santo, primo giorno del cosiddetto “Triduo Pasquale”.

Come tutti sanno, la Domenica delle palme non si celebra in una data fissa, dal momento che è strettamente legata alla Pasqua, che ricorre, ogni anno sempre di domenica ma mai lo stesso giorno. si tratta infatti di una festività mobile che viene programmata  in base alla prima luna piena successiva all’equinozio di primavera del 21 marzo. Quindi la Santa  Pasqua per i cattolici può cadere tra il 22 marzo ed il 25 aprile, al massimo.

E’ tradizione che nella giornata della domenica delle palme i fedeli portino nelle loro case i rametti di ulivo e di palma benedetti dal sacerdote, per custodirli in segno di pace, o per scambiarli con parenti ed amici. In molte regioni italiane si usa che il capofamiglia, prima del pranzo pasquale,  benedica la tavola imbandita,  proprio con il ramoscello di ulivo intinto nell’acqua benedetta.

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