Ospedale San Camillo Roma: cinquantacinquenne muore dopo trapianto cuore, notizia emersa dopo un anno

Ospedale San Camillo Roma: sessantenne muore dopo trapianto cuore, notizia emersa dopo un anno

Drammatico caso di rigetto all’Ospedale San Camillo di Roma: un sessantenne muore 48 ore dopo il trapianto di cuore. Il nosocomio si difende dichiarando di aver rispettato ogni procedura. Ma la notizia è trapelata solo ora, a distanza di un anno.

Un uomo di 60 anni si era sottoposto al trapianto del cuore presso l’Ospedale San Camillo di Roma. L’organo appartenente ad un donatore di circa 50 anni, giungeva dall’Ospedale San Raffaele di Milano, dove i medici avevano proceduto all’espianto del cuore. Il sessantenne, purtroppo, dopo 48 ore dal trapianto ha subito il rigetto ed è morto. L’ospedale San Camillo afferma di avere agito nel pieno rispetto di tutte le procedure, per cui declina ogni responsabilità, dal momento che, invece, la perizia della Procura della capitale assicura che il cuore trapiantato non era idoneo.

Dal canto suo il nosocomio milanese smentisce categoricamente il fatto di aver inviato un organo non sano. Dopo questa triste vicenda la ministra della sanità Lorenzin si è detta sgomenta ed ha commentato: “Si tratta di una vicenda gravissima sulla quale è necessario andare a fondo” Il caso si riferisce tuttavia a più di un anno fa, ma la notizia è stata diffusa soltanto adesso. Infatti già nel settembre 2016 la vicenda fu oggetto di audit da parte del Centro Nazionale Trapianti, il quale come da prassi verificò che tutte le procedure per la selezione dell’organo, per l’espianto e per l’impianto, fossero state eseguite con assoluto rigore.

Il sessantenne fu chiamato dall’Ospedale San Camillo di Roma nell’agosto di un anno fa , mentre si trovava in vacanza con la famiglia. L’uomo, cardiopatico era in lista d’attesa per il trapianto, per cui si precipitò al nosocomio, per essere sottoposto finalmente a quel benedetto trapianto. Il donatore che aveva dato il consenso all’espianto degli organi, aveva avuto un grave problema cerebrare nel capoluogo lombardo ed era deceduto.

Tuttavia il paziente è morto dopo il trapianto per insufficienza cardiaca. Da qui la denuncia dei familiari del trapiantato. Dopo la conferma venuta dall’autopsia, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Ma l’ospedale San Camillo, oggi, rigetta ogni accusa, così come il San Raffaele di Milano: “Stiamo ultimando le  verifiche interne per cercare di ricostruire l’accaduto. In questo momento stiamo mettendo insieme tutti gli elementi per risalire alle possibili cause della vicenda”. La ministra Lorenzin ha quindi aggiunto: “E’ un errore singolare per un sistema come quello italiano sui trapianti, che ha una procedura tra le migliori al mondo”

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