Consultazioni in Venezuela: voto bagnato dal sangue, 16 morti in un solo giorno

Consultazioni in Venezuela: voto bagnato dal sangue, 16 morti in un solo giorno

Le Consultazioni in Venezuela hanno portato ad un voto per l’Assemblea Costituente bagnato dal sangue, 16 morti il tragico bilancio della repressione durante gli scontri.

La giornata del consultazioni in Venezuela è stata all’insegna del sangue. Il voto  per l’Assemblea costituente ha portato nuova violenza: almeno sedici le vittime della repressione di ieri. Gli elettori andati al voto sono stati il 41,5% della popolazione, secondo i dati ufficiali, tuttavia l’opposizione registra un astensionismo pari all‘878%.

Intanto il governo degli Usa, dopo questa tragica giornata, nella quale Maduro esulta, parla di un passo verso la dittatura. L‘America non riconosce l’esito delle consultazioni in Venezuela. Dal canto suo il partito di opposizione  ha boicottato le votazioni e, benché il governo abbia imposto per questa giornata l’assoluto divieto di manifestare, i dimostranti sono ugualmente scesi in pizza dando vita a degli scontri con le forze di sicurezza in varie città del Paese: sia a Caracas, sia negli Stati occidentali di Lara, Merida e Tachira, nonché in quelli centro-settentrionali di Carabobo e Aragua.

Uno dei leader dell’opposizione Henrique Capriles, ha indetto una marcia contro quello ha definito un “massacro” ed “una frode” elettorale. Quindi ha  programmato una manifestazione anche per mercoledì, giorno dell’insediamento della Costituente. Giunge, intanto da più parti lo sdegno per il comportamento considerato violento e disumano del presidente Madero, verso il suo popolo.

Molto dura la presa di posizione del presidente Trump, e di tutto il governo americano che attraverso l’ambasciatore all’Onu, Nikki Haley ha dichiarato:

Le fasulle elezioni di Maduro rappresentano un altro passo in avanti verso un governo di dittatura. Non accetteremo un governo illegale. Il popolo venezuelano e la democrazia prevarranno.

Inoltre sembra che  gli Usa stiano valutando l’imposizione di sanzioni contro l’industria petrolifera venezuelana. Il presidente Maduro gioisce incurante dell’altissimo prezzo fatto pagare dalla sua gente in questa giornata elettorale che sancisce la sua vittoria. Il presidente davanti ai suoi sostenitori ha affermato quanto segue:

“Si tratta del voto più importante che la rivoluzione del nostro paese  abbia mai avuto in 18 anni di storia”.

Leopoldo Lopez, accanito leader del’opposizione, dopo il risultato elettorale ha inteso lanciare un appello alla comunità internazionale chiedendo di non riconoscere il voto, considerata la “brutale repressione della protesta”. All’appello hanno già risposto il Messico, la Colombia, l’Argentina ed il  Perù, confermando  che non riconosceranno questo esito fasullo  delle elezioni. Anche il Cile parla di un  voto “illegittimo”.

Tra le vittime cadute nel giorno di sangue delle consultazioni in Venezuela  anche un candidato all’Assemblea Costituente, Josè Felix Pineda, di 39 anni, assassinato a colpi di pistola nella sua abitazione. Infine dalle ultime notizie si apprende che tra i sedici morti ci sono anche due giovanissimi.

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