Home Cultura Mattia Preti, il pittore spadaccino che dipinse le porte di Napoli

Mattia Preti, il pittore spadaccino che dipinse le porte di Napoli

686
Mattia Preti, il pittore spadaccino che dipinse le porte di Napoli-4
Autoritratto di Mattia Preti.

Mattia Preti, il pittore spadaccino che dipinse le porte di Napoli. Calabrese di nascita lasciò in eredità alla città partenopea un vasto repertorio artistico, dando il meglio di sé.  E’considerato uno dei migliori rappresentanti della pittura napoletana barocca, le sue opere sono state fonte d’ispirazione per artisti quali Luca Giordano e Francesco Solimena.

Mattia Preti fu un pittore italiano che si mise in luce nella città di Napoli, pur avendo natali calabresi. Non si sa molto della sua biografia, sappiamo che fu un uomo di origine nobile, terzo di 6 figli di Cesare Preti e Innocenza Schipani, nato a Taverna, in Calabria, nel febbraio del 1613. Mattia Preti lasciò in eredità alla città partenopea un vasto repertorio artistico. Venne considerato uno dei migliori esponenti della pittura napoletana barocca, le sue opere hanno ispirato due grandi artisti come Luca Giordano e Francesco Solimena. Il pittore calabrese, nella sua città natale, si dedicò agli studi umanistici, ma per quanto riguarda l’arte si pensa che avesse fatto praticantato nel capoluogo partenopeo all’età di 17 anni.

Mattia Preti, il pittore spadaccino che dipinse le porte di Napoli-3
Dipinto di Mattia Preti, Porta San Gennaro, Napoli.

Mattia Preti fu educato allo studio di diverse discipline durante il soggiorno nella capitale, dal fratello maggiore Gregorio, anche lui pittore, qui approfondì il suo bagaglio di  conoscenze. La sua fama di bravo pittore, ben presto, valicò le mura romane, tanto che fu chiamato all’estero ed in alcune città d’Italia, tra le quali, appunto, Napoli dal 1653 al 1659. Nel corso del suo soggiorno napoletano conobbe  Luca Giordano, inoltre venne commissionato dai padri soriani per realizzare un affresco sulla cupola nella chiesa di San Domenico. Oggi l’affresco però, non c’è più. Mattia Preti non fu celebre soltanto per la sua attività di pittore ma anche per la sua abilità nell’impugnare la spada. Esistono diversi aneddoti che lo confermano come per esempio un duello che gli valse il carcere proprio a Napoli. Si dice che il pittore uccise una guardia che gli intimava di non oltrepassare le mura della città, secondo l’ordinanza del vicerè.

Mattia Preti, il pittore spadaccino che dipinse le porte di Napoli-2
Mattia Preti, dipinto per le 7 Porte di Napoli.

La sua fortuna fu quella di essere un famoso pittore, infatti fu liberato in cambio della sua arte. Mattia Preti fu costretto a dipingere, a titolo gratuito, le porte della città partenopea; i protagonisti delle porte sono Gesù Bambino e la Madonna venerati dai santi per porre fine alla peste a Napoli. Il primo dipinto fu quello di Porta Capuana in cui è raffigurato San Gennaro con Sant’Agnello Abate, San Michele Arcangelo e San Rocco, questi santi pregano la SS. Vergine affinché plachi l’epidemia in atto. Quindi fu la volta della Porta di Costantinopoli dove è ritratta la Vergine in piedi con il Bambinello, con San Gaetano e San Gennaro che pregano la Vergine per ottenere dal Bambinello la fine del morbo.

Mattia Preti, il pittore spadaccino che dipinse le porte di Napoli-1
Mattia Preti, dipinto per le 7 Porte di Napoli.

Porta Nolana presenta la Vergine con il Bambino, accanto al quale troviamo  diversi santi: San Gennaro, San Francesco Saverio, Santa Rosalia, che mostrino al Redentore i cadaveri degli appestati ed i pochi cittadini rimasti in vita. Poi sulla Porta di San Gennaro Mattia Preti dipinse  la Vergine Maria con il Bambino in braccio circondati da angeli. San Gennaro offre il suo sangue per concedere la grazia al suo popolo e San Francesco Saverio è raffigurato in ginocchio. La peste è rappresentata  come una donna senza veli che si morde le mani, seduta sulle scale. Inoltre su Su Porta Chiaia vi è  la Madonna con Gesù Bambino in braccio, ai lati c’è San Gennaro, San Gaetano e San Francesco, con  un gran numero di angioletti e putti. Infine  la Porta del Carmine presenta figure atroci,molti  corpi senza vita mentre i vivi piangono i cadaveri.

Rispondi