Home Attualità Lettera di un dodicenne ravennate, innamorato di Napoli, il quale smentisce l’invivibilità...

Lettera di un dodicenne ravennate, innamorato di Napoli, il quale smentisce l’invivibilità di questa città

576
Lettera di undodicenne ravennate, innamorato di Napoli, il quale smentisce l'invivibilità di questa città-1

Lettera di un dodicenne ravennate innamorato di Napoli, il quale smentisce l’invivibilità della città partenopea, che a suo dire, invece, è piena di colori, di tanto cuore e di tanta bellezza. L’adolescente, residente  in Romagna, in provincia di Ravenna, frequenta la II media in un Istituto di Lugo di Romagna e si chiama Tommaso. 

Un dodicenne ravennate, innamoratissimo di Napoli, dopo il suo viaggio nella città partenopea, ha sentito la necessità di scrivere una lettera nella quale descrive la sua esperienza in terra campana, smentendo categoricamente tutti quei falsi luoghi comuni che dipingono la città del Vesuvio come pericolosa ed invivibile a causa della piaga della criminalità.Tommaso, questo il nome dell’adolescente, residente in provincia di Ravenna, frequenta la seconda media in un Istituto di Lugo di Romagna. Questi è rimasto entusiasta della sua avventura napoletana, al punto da volere esternare tutto il suo compiacimento attraverso una lettera, pubblicata dal quotidiano romagnolo “Il Resto del Carlino”.

Lettera di undodicenne ravennate, innamorato di Napoli, il quale smentisce l'invivibilità di questa città-2

Il buon Tommaso, con l’appoggio incondizionato della sua professoressa Michela Nanni, ha quindi dato un’autentica lezione di morale a tutti coloro che giudicano Napoli, soltanto per sentito dire, senza però averla mai visitata, né conosciuta per quello che realmente è. Lo studente di Ravenna ha esaltato in maniera lusinghiera il capoluogo partenopeo. Ma ecco qui di seguito, nel dettaglio, la lettera scritta dal dodicenne ravennate che si è invaghito di Napoli:

“ Vi voglio raccontare il mio viaggio a Napoli. Tanti credono che Napoli sia una città pericolosa per la criminalità, ma non è così. E’ una città tutta da vivere, ricca di colori, ed i napoletani sono persone di cuore, sempre pronte ad aiutare chi sia in difficoltà. Percorrere le stradine di Napoli è sempre una scoperta ed un’emozione particolare: voglio raccontare la mia esperienza in modo che anche voi possiate, un giorno, decidere di viverla. In via dei Tribunali ho assaggiato la pizza a portafoglio e la pizza fritta, ripiena di ricotta, ciccioli campani e provola, che si mangia solo a Napoli. In via Chiaia, alla sera, ho visto uno spettacolo di colori tra le colonne della Basilica di San Francesco da Paola. Ho fatto colazione con una sfogliatella riccia ed ho bevuto un ottimo caffè . Al Belvedere di San Martino ho ammirato questa meravigliosa città dall’alto in tutto il suo splendore. Il mio sguardo era completamente rapito da questa visione d’insieme: il Vesuvio, la Costiera Amalfitana, la collina di Posillipo e Capri. Napoli ha tanto da offrire ai visitatori ed io ne ho potuto vedere solo una piccola parte, che però mi è entrata nel cuore, perciò sono convinto che ci tornerò”.

 

Rispondi