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I primi amori di Giovanni Boccaccio nel corso del suo soggiorno a Napoli

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Giovanni Boccaccio.

I primi amori di Giovanni Boccaccio nel corso del suo soggiorno a Napoli. La storia del celebre poeta e scrittore nato a Certaldo, in Toscana, va ad intrecciarsi fortemente con la meravigliosa Napoli dell’età Angioina, qui l’autore del Decamerone scopre i piaceri raffinati e mondani della città partenopea che lo induce a cimentarsi nell’arte della scrittura, mettendo a frutto le enormi potenzialità del suo grande ingegno poetico.

Pur essendo un autore toscano, visti i suoi natali in quel di  Certaldo, in provincia di Firenze, la vita di Giovanni Boccaccio è nettamente influenzata dal suo soggiorno napoletano, durante l’epoca della casata degli Angioini  nel capoluogo campano. Proprio nella città di Napoli abbiamo i primi amori di Giovanni Boccaccio; infatti, qui, l’autore del Decamerone scopre i piaceri raffinati e mondani della città che lo porta a cimentarsi sempre di più nell’arte della scrittura, facendo sì che uscissero fuori tutte le potenzialità del suo enorme ingegno poetico. In verità la storia del poeta e scrittore di Certaldo, sebbene molto lontana nel tempo, non è altro che quella di tutti coloro che improvvisamente sono chiamati dal destino, mentre sono intenti a fare altro.

Boccaccio, infatti, si recherà  a Napoli per volere del padre affinché segua  un apprendistato bancario, ma mentre studiava venne fortemente attratto dal fascino irresistibile della letteratura, assoluta protagonista del vivace mondo culturale di corte. Il poeta quindi si innamora della Biblioteca di Palazzo, appassionandosi moltissimo alle vicende cortesi dei romanzi cavallereschi, inoltre si interessa ai poeti classici latini tra cui Ovidio, il quale  vede l’amore come il perno centrale della sua poesia. In definitiva il soggiorno partenopeo del Boccaccio ricopre un ruolo molto importante nella crescita dello scrittore, visto che  è qui che acquista lo spirito di osservazione e conosce tutti i caratteri e le abitudini dei più svariati ceti sociali; il rapporto con la realtà concreta e multiforme della nostra città gli fornisce, infatti, l’esatta ispirazione per la nascita del grande capolavoro: il  Decamerone, o Decameron che dir si voglia.

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Basilica di San Lorenzo Maggiore, Napoli.

Napoli, pertanto, ha avuto il privilegio di aver scoperto il grosso talento di colui che sarebbe diventato di lì a poco, una delle tre corone fiorentine di tutta la nostra tradizione letteraria trecentesca. Come dicevamo, a Napoli, abbiamo i primi amori del Boccaccio, qui lo scrittore incontra la celebre Fiammetta, a metà strada tra personaggio reale e figura squisitamente letteraria, che diventerà la musa ispiratrice di gran parte della sua produzione letteraria. Egli racconta di averla notata per la prima volta il sabato santo del 1336 nella chiesa di San Lorenzo Maggiore e di essersene perdutamente innamorato fin dal primo istante. Tuttavia non vi sono certezze su questa donna, ancora oggi c’è chi la considera un personaggio reale e chi, invece, crede che non sia mai esistita.

 

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