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Archivio Storico del Banco di Napoli: un meraviglioso mondo da scoprire

Alla scoperta del popolo partenopeo attraverso gli scaffali dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, detto anche il CartaStorie. Si tratta di un museo, assolutamente unico nel suo genere, suddiviso tra numerosi testi antichi ed installazioni multimediali che raccontano la Napoli di un tempo, tra fatti, misfatti, storie e personaggi.

Archivio Storico del Banco di Napoli, chiamato anche il Cartastorie, perchè rappresenta un libro aperto che narra le vicende della città di Napoli e del suo popolo, attraverso testi antichi ed installazioni multimediali. Un museo unico nel suo genere dove poter rivivere le sorti della città partenopea di un tempo tra fatti, misfatti, storie e personaggi. Grazie alla sinergia tra la fondazione Banco di Napoli e l’associazione culturale Nartea è dunque nata l’idea di approfittare dell’ Archivio storico del banco di Napoli, preteso da re Ferdinando I di Borbone nel 1819.  Tale archivio conserva gelosamente ogni scrittura dei banchi pubblici dei luoghi pii che tra il Cinquecento ed il Seicento, con differenti obiettivi filantropici diedero vita al Monte di Pietà, al Monte dei Poveri, al Banco della SS.Annunziata, al Banco di S.Maria del Popolo, al Banco dello Spirito Santo, al Banco di S.Eligio, al Banco di San Giacomo e Vittoria.

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credits – Archivio Storico del Banco di Napoli.

L’Archivio Storico del Banco di Napoli costituisce la più massiccia raccolta archivistica di documentazione bancaria esistente in tutto il mondo. Nelle 330 stanze della struttura  sono raccolti e catalogati tutti i documenti bancari che risalgono  dalla metà del sedicesimo secolo ai giorni nostri.  L’archivio si trova nella sede della Fondazione Banco di Napoli, in via dei Tribunali, precisamente nel cinquecentesco Palazzo Ricca e nell’attiguo palazzo Cuomo. Tra gli scaffali sono custoditi notizie sulla storia economica, sociale e culturale che riguardano le regioni del sud Italia, nonché documenti e contratti commerciali degli istituti di credito. Difatti le fede di credito, una specie  di bonifico del tempo, rappresentano delle memorie  storiche: la descrizione particolareggiata consente di risalire a persone, immaginare le opere commissionate e constatarne poi, la reale esecuzione.

Gli scaffali, inoltre,  sono suddivisi tra pannelli multimediali i quali rendono ancora più interessante la visita di questo contenitore multimediale. Per esempio potremmo imbatterci in Angelo Carasale, architetto “arricchito” progettista del Real Teatro di San Carlo e successivamente infamato, dopo la morte e potremmo ascoltare la sua versione dei fatti, in una sorta di processo partecipato. L’Archivio Storico del Banco di Napoli è un labirinto di stanze che racchiude la memoria individuale e collettiva del popolo partenopeo.

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credits – Archivio Storico del Banco di Napoli.

Sorprendente anche ciò che si evince dall’Archivio Storico del Banco di Napoli, circa la considerazione della dignità femminile, nel ‘600:

“Da Antonio Cerone ducati 60 alli Signori Governatori della Medesima Nostra Santa Casa [dell’Annunziata] in conto di ducati 70 per tanti ducati la transazione fatta da esso con detta Santa Casa per lo strupro da esso commesso in persona di Angela Esposito alias Bella, per la quale causa si ritrova carcerato che perciò per detta causa non possa in nessuno futuro tempo esser molestato nè astretto a cosa nessuna. 10 ottobre 1656.”

All’epoca, bastava dunque quantificare l’offesa arrecata alla donna e cancellarla con il versamento di una somma di denaro. Come se si si trattasse di un bene concreto, suscettibile di una valutazione monetaria e soggetto alle leggi di mercato.

L’Archivio del Banco di Napoli è dunque tutto da scoprire. Circa ottanta chilometri di scaffalature, contenenti circa diciassette milioni di nomi, centinaia di migliaia di pagamenti e dettagli che ricostruiscono la storia della città e di tutto il Mezzogiorno della penisola italica, dal 1573 fino ad oggi.

 

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