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Ancelotti a Dazn: Lo scudetto a Napoli non è utopia ma un sogno da accarezzare

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Ancelotti a Dazn: “Lo scudetto a Napoli non è utopia ma un sogno da accarezzare”. Il tecnico azzurro ha inoltre affermato che, pur essendo un uomo del nord si trova benissimo in questa città ed  auspica di viverci a lungo. Infine ha tenuto a precisa che non ama parlare delle formazioni e delle sostituzioni. Queste domande lo infastidiscono. 

Carletto Ancelotti a Dazn ha rilasciato una lunga intervista a Diletta Leotta, nella quale ha dato qualche speranza ai tifosi azzurri sull’eventualità di riportare lo scudetto a Napoli. A suo dire, il terzo triangolino tricolore sulle maglie dei calciatori partenopei non deve essere assolutamente un’utopia, bensì un bellissimo sogno da accarezzare, visto che si può vincere solamente attraverso una grande impresa, ma le possibilità ci sono. Ecco, qui di seguito, le parole del mister di Reggiolo, più che mai uomo decisivo di questa cavalcata del Napoli nella prima parte della stagione:

Devo dire che sto vivendo in una città bellissima, le panoramiche sono favolose. Quando ero a Londra, dicevo mi piacerebbe fare un week-end a Capri, ed era complicato. Qui invece è semplice, mi piace l’aria che si respira alla città, mi piacerebbe viverci a lungo. La pizza e la mozzarella non sono uniche al mondo. Mi piace molto ascoltare la famosa canzone ‘O Surdato Nnammurato ma non la canto. La canterò solo quando riusciremo a vincere qualcosa di importante. Ma già stiamo facendo qualcosa di importante, perchè la rosa è competitiva e cresce giorno dopo giorno. E’ sbagliato pensare che il Napoli non possa vincere ancora,; lo scudetto non deve essere un’utopia ma un sogno da coltivare perchè si può vincere facendo una grande impresa.Mi infastidiscono molto le domande sulla probabile formazione che manderò in campo o sul perché delle sostituzioni che ho fatto. Ci sono delle scelte precise che vengono da di dentro e non si possono spiegare. Qui ho trovato uno staff giovane ma estremamente preparato, la gioventù può portare ad una mancanza di esperienza, è normale ma i giovani, oggi, hanno grandi volontà di apprendere. Uno della mia età potrebbe basarsi sulle sole conoscenze che ha, invece lavorare coi giovani è molti stimolante”.

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