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Il famoso scrittore napoletano Maurizio De Giovanni inveisce nei confronti di Vittorio Feltri per il suo titolo su Libero

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Il famoso scrittore napoletano Maurizio De Giovanni inveisce nei confronti di Vittorio Feltri per il suo titolo su Libero, riguardo i due casi di colera scoperti nella città partenopea: “Gli auguro di non ammalarsi se verrà a Napoli”. Questa la sua reazione, commentando la prima pagina del noto quotidiano del nord.

“A Vittorio Feltri auguro, di non contagiarsi e di stare molto attento, nel caso venisse a Napoli.. Queste le prime parole sarcastiche, a caldo, di Maurizio De Giovanni, conosciutissimo scrittore partenopeo, nel commentare il titolone apparso in prima pagina  sul quotidiano Libero, nel riportare la notizia del ritorno del colera a Napoli. Per Maurizio De Giovanni, il titolo creato da Feltri è una  cosa indegna, vergognosa e cabarettistica, oltre che dannosa ed autolesionista. “Spero  che un avvocato di Napoli o del sud faccia causa a questo giornalaccio”, ha poi proseguito con stizza lo scrittore.

Il famoso scrittore napoletano Maurizio De Giovanni inveisce nei confronti di Vittorio Feltri per il suo titolo su Libero

De Giovanni ha tenuto poi a precisare che questa non è la prima volta che questo giornale compie un’azione simile così irriverente verso persone ammalate, in questo frangente, una mamma ed un bambino che sono tornate dal loro Paese con una malattia infettiva. Del resto a Brescia ci sono stati diversi ammalati e quattro morti a causa della  legionella. Tutti i napoletani sono  stati vicini alla città lombarda e nessuno mai si è sognato di affermare che il problema era causato dalla sporcizia o dallo stile di vita dei cittadini bresciani, ha tuonato Maurizio De Giovanni, il quale si è meravigliato che l’Ordine dei giornalisti non abbia censurato e perseguito il comportamento scandaloso del quotidiano Libero e del suo caporedattore.
Teniamo a sottolineare che secondo quanto riferito dall’Istituto  nazionale malattie infettive, la situazione  è totalmente sotto controllo e non desta alcuna preoccupazione. Dunque si tratta di un allarme infondato e fuori luogo che infanga una città. Come si fa poi a mettere in risalto l’epidemia di colera che colpì Napoli nel 1973. Un titolo assurdo che non è andato giù neanche  sui social network . “È l’esempio di come non si fa giornalismo”, ha scritto su Facebook il presidente dei giornalisti Ottavio Lucarelli. L’indignazione è scattata anche via Twitter. Tra i cinguettii del web c’è stato  pure quello di Chef Rubio che ha definito il giornale “Buono neanche pe appiccia’ r foco”.

 

 

 

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