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‘A tazze e cafè, nota canzone napoletana nata per caso nel 1918, ma chi era Brigida, più volte nominata nel testo?

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'A tazze e cafè, nota canzone napoletana nata par caso nel 1918, ma chi era Brigida, più volte nominata nel testo?

‘A tazze e cafè, nota canzone napoletana nata per caso nel 1918, ma chi era Brigida, più volte nominata nel testo? Le canzoni napoletane, il più delle volte, sono nate grazie a geniali intuizioni  di persone comuni, attraverso delle poesie pensate e scritte in situazioni reali e poi tramandate alla storia. 

‘A tazze e cafè. Giuseppe Capaldo, un cameriere di un bar in via Sanfelice a Napoli, tutti i giorni, osservava innamorato la bella Brigida, cassiera del locale. Un bel giorno il giovane guardò la donna, quindi vide una tazza di caffè bollente che stava servendo e sentì quella scintilla che solo i veri poeti riescono a sentire. Allora prese carta e penna e cominciò a scrivere dei versi  paragonando l’amata ad una tazza di caffè, amara, ma capace di diventare dolce nel caso in cui si aggiungesse lo zucchero.

‘A tazze e cafè, nota canzone napoletana che nacque quasi per caso nel 1918, grazie ad un giovane cameriere di un locale di via Sanfelice a Napoli, il quale si era invaghito della cassiera del bar. Giuseppe Capaldo, questo il nome del cameriere, non era di certo un poeta, uno scrittore, un paroliere, tuttavia, come spesso accade, le canzoni napoletane, nascono dalla felice intuizione di persone comuni e vengono scritte in base a situazioni reali, poi tramandate alla storia. E’ il caso di questo giovane, il quale tutti i giorni, osservava, quasi incantato, la bella Brigida seduta alla cassa. Un bel giorno il cameriere guardò la donna, quindi vide una tazza di caffè bollente che stava servendo e sentì quella scintilla che solo i veri poeti riescono a sentire. Cosicché prese immediatamente carta e penna e cominciò a scrivere dei versi, paragonando l’amata cassiera ad una tazza di caffè , amara ma capace di diventare dolce aggiungendo dello zucchero ed avendo la costanza di girarlo nella tazzina.
‘A tazze e cafè, nota canzone napoletana che nacque quasi per caso. In verità non abbiamo notizia di quello che accadde dopo la composizione di questi simpatici versi. Non sappiamo  se l’innamoratissimo Giuseppe riuscì veramente a conquistare il cuore della scostante  Brigida, tuttavia, sappiamo per certo che egli mostrò le sue parole al cavalier Vittorio Fassone che, appassionatissimo musicista, decise all’istante di comporre la musica  per trasformare quelle parole  in una canzone. “‘A tazza ‘e cafè” questo il titolo della canzone non avrà forse  addolcito un cuore, ma è divenuta  una delle canzoni napoletane più amate e conosciute al mondo, peraltro interpretata da cantanti importanti del calibro di Roberto Murolo, Claudio Villa e Renzo Arbore.
Per coloro che non la ricordassero citiamo alcune parole del testo di ‘A tazze e cafè, nota canzone napoletana che nacque quasi per caso nel 1918:
“Vurría sapé pecché si mme vedite,
facite sempe ‘a faccia amariggiata…
Ma vuje, quanto cchiù brutta ve facite,
cchiù bella, a ll’uocchie mieje, v’appresentate…
I’ mo nun saccio si ve n’accurgite!”
“Ma cu sti mode, oje Bríggeta,
tazza ‘e café parite:
sotto tenite ‘o zzuccaro,
e ‘ncoppa, amara site…
Ma i’ tanto ch’aggi”a vutá,
e tanto ch’aggi”a girá…
ca ‘o ddoce ‘e sott”a tazza,
fin’a ‘mmocca mm’ha da arrivá!…”

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