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Matilde Serao, prima donna in Italia, fondatrice e direttrice di un giornale

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Matilde Serao, prima donna in Italia, fondatrice e direttrice di un giornale

Matilde Serao, la prima donna in Italia, fondatrice e direttrice di un giornale. Il capoluogo partenopeo nei secoli è stato il riferimento di innumerevoli menti brillanti: artisti, poeti, scrittori, cantanti e musicisti che, di questa meravigliosa città, hanno scritto, raccontato e cantato. Fra i personaggi illustri dell’ottocento emerge questa donna particolare, una scrittrice e giornalista, dalla forte e decisa personalità. 

Matilde Serao, la prima donna in Italia fondatrice e direttrice di un giornale.      Napoli, nei secoli, è ed è stato il riferimento di innumerevoli menti brillanti: artisti, poeti, scrittori, cantanti e musicisti che di lei hanno scritto, raccontato e cantato. Una città ricca di storia, arte, leggende e contraddizioni che appassionano sempre. Tra i personaggi dell’ottocento spicca Matilde Serao, una donna, una scrittrice e giornalista, dalla forte e decisa personalità. Nasce a Patrasso, in Grecia, il 7 marzo del 1856. La madre Paolina Borely, una colta nobile greca decaduta mentre il padre Francesco Serao un noto avvocato e giornalista in esilio in Grecia perché antiborbonico.
Si trasferisce a Napoli e dopo aver conseguito il diploma magistrale presso l’istituto Pimentel Fonseca di Piazza del Gesù, trova impiego come ausiliaria ai Telegrafi di Stato. La passione per la scrittura la spinge a lasciare il lavoro dedicando ogni momento del suo tempo alla stesura di articoli e di novelle per alcuni giornali locali. Nel 1882 si trasferisce a Roma dove conosce Edoardo Scarfoglio, suo compagno di vita e di lavoro, con il quale fonda il Corriere di Roma, poi il Corriere di Napoli , creando una rubrica mondana, “Api, mosconi e vespe”, che diviene ben presto famosa, e quindi Il Mattino. Dopo la separazione fonda, sempre a Napoli, Il quotidiano Il Giorno, che dirige fino alla sua morte, avvenuta nella città partenopea il 25 luglio del 1927.
Matilde Serao, giornalista e narratrice prolifica,ci ha lasciato in eredità più di quaranta volumi di romanzi e racconti. Napoli, una città unica, tutta da scoprire e portare alla luce attraverso la scrittura. La bella città partenopea è una costante nella vita e nelle opere della Serao. Ricordiamo le sue “Leggende Napoletane”, dove crea una serie di figure mitiche come la sirena Parthenope, fondatrice della città di Napoli, il munaciello, la bella mbriana e molti altri personaggi caratteristici. Nel suo capolavoro “Il ventre di Napoli” si distacca dai vari e tipici clichè napoletani “sole, pizza e mandolino”, per raccontare invece della povertà e miseria dei vicoli e dell’affollamento dei bassi, del lavoro in nero, delle privazioni e della famosa arte dell’ arrangiarsi.
Un popolo dignitoso e umile, con un grande cuore,  che affida i suoi desideri, progetti, speranze e la sua felicità al gioco del lotto. Un sogno settimanale che consola e delude, delude e consola ripetutamente. Nelle sue parole così appassionate e accorate , ma nello stesso tempo crude e taglienti leggiamo problemi, situazioni e condizioni così ancora e purtroppo attuali. Matilde Serao, il ventre di Napoli, conclude invitando  chi di dovere ad occuparsi di Napoli, di non abbandonarla perché troppo preso dalla politica o dagli affari, in quanto è una città  bella e  buona. “Non la lasciate povera, sporca, ignorante, senza lavoro, senza soccorso: non distruggete, in lei, la poesia d’Italia”.

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