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Amarcord Italia Mondiale, II parte: il secondo successo consecutivo azzurro del 38 in Francia

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Amarcord Italia Mondiale, II parte: Il secondo successo consecutivo azzurro del 38 in Francia. La nostra nazionale si presenta al campionato mondiale che si disputa in casa dei transalpini, da campione uscente, ma pronta a riconfermarsi dopo il trionfo casalingo di quattro anni prima. La competizione francese rappresentava la terza edizione dei campionati mondiali di calcio per squadre nazionali, organizzato dalla FIFA. Per la prima volta la formazione ospitante e quella detentrice della Coppa, furono ammesse di diritto alla fase finale.

Amarcord Italia Mondiale, II parte: dopo aver parlato, nella prima parte, del trionfo casalingo della nazionale italiana, ai campionati Mondiali del 1934, ci accingiamo, adesso a ricordare il secondo successo di fila dei nostri campioni, In Francia, quattro anni dopo. In quell’edizione parteciparono alla più prestigiosa manifestazione mondiale 13 squadre europee, due sudamericane e, per la prima volta, un’asiatica, le Indie orientali olandesi, (oggi Indonesia. Le altre tre debuttanti  furono Cuba, Norvegia e Polonia, la quale disputò un emozionante ottavo di finale contro il Brasile. La Francia organizzatrice della competizione s’impegnò in uno sforzo economico assai pesante. Gli impianti furono  rimodernati, lo Stade de Colombes di Parigi venne  ampliato, mentre quelli di Bordeaux e Marsiglia furono ristrutturati. In verità l’imminente secondo conflitto mondiale influenzò non poco quei campionati del 1938.

Amarcord Italia Mondiale, II parte. Nella gara d’esordio la nazionale italiana, a Marsiglia, venne duramente contestata dal pubblico francese per il saluto romano. Gli azzurri di Vittorio Pozzo vinsero contro l’esordiente Norvegia solo ai tempi supplementari. Nei quarti di finale, l’Italia, presentatasi in campo  con la divisa di cortesia nera voluta dal duce, batté per 3-1 i padroni di casa della Francia in una partita caratterizzata da una goffa papera del portiere transalpino Di Lorto su un tiro innocuo di Gino Colaussi; nella semifinale gli azzurri  superarono  il forte  Brasile, che presuntuosamente aveva già prenotato i biglietti aerei per la finale di Parigi ed aveva lasciato a riposo il suo miglior giocatore, Leônidas, oltre a Tim proprio in vista dell’ultimo match.
I brasiliani dopo la sconfitta, per la cronaca Giuseppe Meazza realizzò il rigore decisivo tenendosi con la mano i calzoncini a causa della rottura dell’elastico che li sorreggevano, non vollero cedere i biglietti dell’aereo all’Italia  e i giocatori azzurri furono obbligati ad andare nella capitale francese con il treno. In finale la formazione di Pozzo contro l’Ungheria del fuoriclasse Puskas, mise letteralmente  sotto gli avversari; il calcio danubiano si rivelò troppo acerbo per impensierire l’esperto  undici azzurro composta da gente come Silvio PiolaGiuseppe Meazza e Gino Colaussi. I nostri si imposero dunque per  4-2 grazie alle doppiette dei soliti due: Colaussi e Piola. Campione del mondo, campione del mondo. Questo  l’urlo strozzato in gola del celebre radiocronista italiano  Niccolò Carosio che annunciò, via radio in onde medie a tutti gli italiani la conquista della seconda Coppa del mondo della nazionale azzurra.
Amarcord Italia Mondiale, II parte. Quella del1938 fu l’ultima edizione della Coppa del mondo prima della sospensione obbligata a causa della seconda guerra mondiale. Ed in verità fu una competizione in tono minore, sia  per i venti di guerra che già soffiavano,  sia per la mancanza di squadre importanti. Argentina e Uruguay infatti non parteciparono a quei campionati di Francia 1938 per la  mancata concessione da parte dell’organizzazione ad un paese sudamericano., mentre la Spagna non prese parte per via della guerra civile e la grande Austria mancò perché dovette  piegarsi all’annessione da parte della Germania nazista.

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