Home Cultura La tradizione della lavorazione del Corallo a Torre del Greco: storia e...

La tradizione della lavorazione del Corallo a Torre del Greco: storia e leggenda

1311
Tempo di lettura: 2 minuti

La tradizione della lavorazione del Corallo a Torre del Greco: storia e leggenda. In verità l’arte di questa pietra rossa, assieme a quella del cammeo e dell’incisione della madreperla, è molto antica, infatti si fa  risalire al Quattrocento,  allorquando i torresi, a bordo delle loro coralline, raggiungevano i floridi mari della Corsica, della Sardegna, della Sicilia, dell’Algeria e della Tunisia, in cerca della preziosa “spugna d’oro” del Mediterraneo.

La tradizione della lavorazione del Corallo a Torre del Greco: storia e leggenda. Il connubio città di Torre del Greco e corallo è ormai una realtà risaputa da tempo immemore. L’amore dei cittadini torresi per questa speciale pietra dal colore roso acceso è stato sempre grande. Il corallo per questa cittadina situata ai piedi del Vesuvio, in provincia di Napoli, ha rappresentato, fin dai tempi più remoti, una risorsa di notevole importanza. La tradizione della lavorazione del corallo a Torre del Greco si è dimostrata una vera ricchezza, tuttavia non è scesa dal cielo. Infatti c’è di mezzo, prima di tutto, il grande impegno degli abitanti di questo paese, i quali ci hanno messo il sudore della fronte e la grande volontà di combattere la miseria.

La tradizione della lavorazione del corallo a Torre del Greco. Originariamente, però i torresi, il corallo, erano in grado solamente di pescarlo ma non di  lavorarlo.  Allorché un tale di nome Paolo Bartolomeo Martin sbarcò nel  porto di Torre del Greco, per la città si rivelò, un’immensa fortuna. L’astuto ed intraprendente genovese  Paolo Bartolomeo Martin era partito dal porto di  Marsiglia,  lasciandosi alle spalle la netta crisi della lavorazione del corallo, provocata  dalla rivoluzione francese. Quest’uomo di innate abilità, era assai bravo  nell’incidere i cammei. Gli abitanti della cittadina vesuviana capirono immediatamente le grosse potenzialità del Marsigliese, così chiamato dalla gente del porto.  I torresi  devono alle sue enormi capacità, la nascita della tradizione della lavorazione del corallo a Torre del Greco. Infatti  crearono il  primo laboratorio per la lavorazione dei cammei in corallo e su conchiglia.
Paolo Bartolomeo Martin talmente assorto nella sua attività imprenditoriale, tuttavia, non aveva considerato un imprevisto: l’amore. Un giorno, il marsigliese nel mentre era al porto per concludere una vendita di corallo, pose lo sguardo sulla bellissima sorella di un pescatore. Ne rimase talmente incantato che non capì più nulla.  In virtù anche del luccichio del sole, della magia di quei rametti rossi e grezzi, l’imprenditore genovese si innamorò pazzamente di quella donna. Pertanto decise di abitare definitivamente a Torre del Greco e, nel 1805 chiese al Governo Borbonico il permesso per intraprendere la lavorazione del corallo nella cittadina sotto il Vesuvio.
Dunque, secondo la leggenda, quella storia d’amore ha letteralmente influito sul destino della  città che, da quel giorno si trasformò da semplice molo di pescatori a capitale mondiale degli artisti del corallo, detto anche oro rosso.

Rispondi