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Genova, città dal fascino ammaliante, tutta da scoprire, lentamente

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Genova, città dal fascino ammaliante, tutta da scoprire, ma molto lentamente, tra bellezze naturali, cultura, storia, scienza e tradizione.

A Genova son stato parecchio in alto, fisicamente (sulla cima dei suoi grandi palazzi), e spiritualmente, grazie alle sue meraviglie artistiche e paesaggistiche. È merito della bellezza di questa città e delle grandi opere che custodisce. Genova richiede tempo, attenzione e le coccole dello sguardo del visitatore curioso. A differenza di città come Napoli, un’amica carismatica e chiacchierona che ti cattura immediatamente, questa città ha la dolcezza e la timidezza delle grandi amicizie che maturano lentamente e si conservano nel tempo. Non troverò mai retorico ribadire con forza che ritengo sia un grandissimo onore poter dire di essere italiano come Caravaggio, Antonello da Messina, Canova ed infiniti altri. Dio benedica l’Italia e tutte le sue meraviglie.

Panorama di Genova, da Palazzo Rosso.

Genova, archetipo del viaggio lento.

Ho alloggiato presso l’Hotel No Logo, una struttura tanto pop quanto confortevole, dal personale assai cortese, in una posizione molto comoda, essendo vicina alla stazione Brignole, in prossimità di Via XX settembre, dove vi sono negozi e boutique di prim’ordine ed a pochi metri dalla stupenda Piazza De Ferrari.

Genova è archetipo del viaggio lento, ovvero l’idea è che il vero piacere del viaggio sia quello di scoprire la reale vita di un luogo, di assaporarne totalmente cultura ed i costumi. Visitare e comprendere questa città, necessita di una predisposizione d’animo votato alla “LENTA contemplazione”.

Piazza De Ferrari.
Via XX Settembre.

Vivere lentamente.

LENTAMENTE assaporare la gustosa focaccia alle cipolle, le paradisiache trofie al pesto, i pansoti alla crema di noci, i paffutelli alla Frank, la padellata di pesce, il delizioso cioccolato Viganotti (Cioccolateria nata nel 1866) e tanto altro ancora.

Palazzo Ducale.

LENTAMENTE gustare una birra (magari in buona compagnia), ammirando il tramonto di Boccadasse, respirando LENTAMENTE l’odore del mare di questo affascinante borgo cittadino. Provare a perdersi nel vero e proprio dedalo di stradine, quali sono i caruggi di Genova, passeggiando LENTAMENTE senza lasciarsi scoraggiare da sporcizia ed anfratti maleodoranti, senza seguire guide e itinerari prestabiliti.

Sala di Palazzo Spinola.

E’ estremamente rilassante sedere sulle scale di Palazzo Ducale, (dopo aver goduto della bellissima Mostra su Picasso), fermandosi ad osservare l’elettrica vitalità dei passanti in Piazza de Ferrari, e dell’acqua che sgorga dall’imponente fontana. E’ bellissimo passeggiare per Via XX settembre, tra i suoi imponenti palazzi ed in Via Garibaldi, tra le sue raffinate architetture che paiono sospese nel tempo; mi riferisco naturalmente ai Rolli. Fatta eccezione per Palazzo Spinola, a dire il vero, non ho trovato adeguati per non dire emozionanti, gli allestimenti museali di Bianco, Palazzo Tursi e Palazzo Rosso; ciò,  nonostante l’enorme mole di bellezza di cui è possibile godere. Dal tetto di Palazzo Rosso è stato meraviglioso osservare LENTAMENTE, con felina curiosità, il panorama di Genova. Uno spettacolo imperdibile.

Borgo cittadino di Boccadasse, Genova.

Stupore.

Genova mi ha lasciato tanto, negli occhi e nel cuore; a partire dagli occhi tristi del Cristo dell’Ecce Homo di Antonello da Messina (in Palazzo Spinola), opera che ho guardato e riguardato LENTAMENTE, catturato dal suo mistico magnetismo. Stessa cosa dicasi per l’Ecce Homo di Caravaggio conservato in Palazzo Bianco, (presentata come un’opera qualunque). Fantastico contemplare la rappresentazione “materica” del dolore della Maddalena Penitente, scultura marmorea di Antonio Canova, conservata in Palazzo Tursi. Poi, assimilando la grande proposta artistica che la città di Genova sa offrire, si fissano nella mente le figure dinamiche e nerborute dei dipinti di Gregorio De Ferrari, la dolcezza dei volti rappresentati da Domenico Piola, la verecondìa dell’umanità raccontata da Domenico Fiasella ed i forti contrasti chiaroscurali dei dipinti di Luca Cambiaso, che molto mi hanno ricordato lo stile del grande fiammingo Gerard Van Honthorst.

Via Garibaldi.

Zeffirino, una vera eccellenza.

E’ stato un grande piacere, essere stato accolto dalla grande simpatia e cordialità di Luciano Zeffirino, presso il Ristorante Zeffirino, fondato nel lontano 1939, in Via XX Settembre.

Frank Sinatra presso il Ristorante Zeffirino.

Una famiglia con oltre settant’anni di storia in ambito gastronomico, con ristoranti tra Brasile ed Hong Kong. Un prestigio portato avanti con costanza e determinazione da 5 generazioni, viziando “palati eccellenti” come quelli di Papa Wojtlyla, Frank Sinatra, Mikhail Gorbaciov, Celine Dion e numerosi altri.

Luciano Zeffirino.
Pansoti con sugo di noci.

Pietanze presentate in maniera ineccepibile.

Luciano e Marco Zeffirino mi hanno consentito di gustare pietanze dalla bontà raffinata, (presentate in maniera ineccepibile), elaborate con una cura maniacale di ogni dettaglio. Buonissimi i pansoti (fatti a mano), ripieni di erbette liguri e ricotta con sugo di noci. Deliziosi i paffutelli alla Frank (dedicati a Frank Sinatra), ovvero raviolini di erbette conditi con una cremina di basilico, mandorle e noci, ripieni di frutta secca, ricotta, verdure e bucce d’arancia.

Trofie al pesto.
Paffutelli alla Frank.
Piovra.

Squisite le trofie al pesto (classica ricetta genovese), orgoglio della gastronomia italiana nel mondo. Buonissima la padellata, un mix di pesce (gamberi, scampi, branzino, morone e salmone selvaggio) del Mar Ligure, cucinato in padelle di pietra, morbido, dal gusto nuovo e sorprendente, condito dal delicatissimo olio ligure. Deliziosa la piovra (polpo), cucinata sia in forno che in padella, dalla croccantezza incredibile. Tra i dolci, menzione speciale per la millesfoglie, pasta sfoglia condita di crema chantilly profumata d’arancia e fragole. Sarebbe sacrilego non menzionare il tiramisù, un dolce tradizionale, presentato con eleganza e creatività.

Tiramisù.

Ritornare.

Genova ha letteralmente saturato i miei 5 sensi, tanto che stordito, nostalgico e con un gran magone nello stomaco, mi son ritrovato il giorno dopo in aeroporto ad ascoltare in cuffia “Ritornerai” dello storico cantatutore ligure Bruno Lauzi; tutto ciò covando il gran desiderio di ritornare.

Ma, come detto, bisogna dare tempo al tempo,

LENTAMENTE…

 

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