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I Fujenti e la venerazione per la Madonna dell’Arco: un rituale sacro risalente a oltre 500 anni fa

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Fujenti credits Getty images

I Fujenti e la venerazione per la Madonna dell’Arco: un rituale sacro risalente a oltre 500 anni fa. Si tratta di una tradizione che tra la sua origine  dal culto di un’edicola votiva dedicata alla Madonna che era situata nei pressi di un arco dell’epoca romana in cui, attualmente, sorge il Santuario, nella provincia di Sant’Anastasia.

I fujenti e la venerazione per la Madonna dell’Arco, a Napoli e provincia, rappresentano un rituale sacro che risale addirittura a oltre cinquecento anni or sono. Una tradizione  che  affonda le sue radici nel culto di un’edicola votiva dedicata alla Madonna, la quale  era situata nei pressi di un arco dell’antica Roma, in cui, attualmente sorge il Santuario. Nasce infatti da quell’immagine la venerazione per la Madonna dell’Arco, richiamata dal miracolo della Madonna sanguinante. 

I fujenti. La leggenda narra che un giocatore di pallamaglio, uno sport molto  antico sorto nel 1100, nel Regno di Napoli, che rappresenta l’antenato degli sport anglosassoni del golf, cricket e croquet, adirato per non aver vinto, colpì con violenza l’effige della Madonna che cominciò  a sanguinare. L’uomo, allora si mise a correre ed a saltellare senza mai bloccarsi. Successivamente fu punito con l’impiccagione. In virtù di questo episodio è  tradizione  che i fujenti, tutti vestiti di bianco ed a piedi nudi, nell’ultimo tragitto della processione verso il Santuario che sorge nella provincia di Sant’Anastasia, corrano velocemente per espiare il peccato del brutale giocatore. I fujenti, solitamente recano in dono alla Madonna le offerte che vengono fatte loro dai fedeli per grazia ricevuta, che vengono conservati nella Chiesa. Proprio in questo periodo che precede la Pasqua, spesso, la domenica mattina presto si odono delle voci urlanti con musica in sottofondo, che svegliano i napoletani.

Fujenti il sacrificio e la devozione

Il punto massimo dell’adorazione della Madonna dell’Arco avviene, tutti gli anni nel giorno dopo Pasqua, ossia il  lunedì  dell’Angelo allorquando la piccola provincia di Sant’Anastasia ospita uno dei riti più affascinanti e mistici dell’intero panorama religioso cristiano. I fujenti, giungono a piedi da Napoli e da tutti i paesi limitrofi ed invadono le strade della cittadina del Santuario, vestiti con il caratteristico abito bianco, corredato di una fascia trasversale azzurra. Essi, per spirito di sacrificio e devozione appena giunti nelle vicinanze dell’effige della Madonna, usano camminare a piedi scalzi o addirittura in ginocchio, o carponi.

La vista della Madonna dell’Arco, inoltre, talvolta causa stati di forte emotività che sfociano in pianti, urla e scene convulse, dense di suggestione e fede. Infine all’interno del Santuario tutti i fedeli devoti alla Vergine, per espiare i propri peccati o per renderle omaggio per una grazia ricevuta: baciano il sagrato, strisciano fino all’altare, o pregano rimanendo in ginocchio.

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