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Abbazia di Montevergine, Avellino, autentico rifugio dove ritemprare lo spirito

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Abbazia di Montevergine, Avellino, autentico rifugio dove ritemprare lo spirito. Il Santuario dedicato alla Madonna, considerata la madre della fragilità, chiamata anche Mamma Bruna e Mamma Schiavona, ha origini antichissime. Fu, infatti, edificato nel 1126. Circa due milioni di fedeli da tutta la Campania, dal Lazio e dalla Calabria, oltre a numerose comunità di immigrati dello Sri Lanka provenienti dal Napoletano, tutti gli anni, si recano sul monte Partenio, per venerare la Vergine Maria.

L’Abbazia di Montevergine, ubicata sul monte Partenio, in provincia della città di Avellino è un Santuario molto conosciuto dedicato alla Vergine Maria, nel quale poter ritemprare lo spirito. La devozione popolare vuole che la Madonna di Montevergine sia considerata la madre celeste del popolo partenopeo, infatti l’amore e l’affetto dei napoletani ha origini molto remote. Essa è chiamata Mamma Bruna, e Mamma Schiavona. I napoletani le diedero l’appellativo di Bruna, in quanto l’immagine della Vergine mostra un volto molto scuro, uguale a quello dei mori, mentre fu detta schiavona perché molto semplice e molto vicina al popolo, come una schiava pronta a dare tuta  se stessa per gli altri, una specie di madre capace di comprendere le fragilità delle persone più umili e semplici.

Ancora tuttora, nell’Abbazia di Montevergine, ogni anno, circa due milioni di fedeli, provenienti sia dalla Campania, dal Lazio e sia dalla Calabria, oltre a numerose comunità di immigrati dello Sri Lanka, dall’hinterland napoletano, si recano sul monte Partenio per venerare la Madonna. E questa accorata venerazione si è maggiormente rafforzata nel corso del Giubileo della misericordia; l’abbazia  rappresenta, infatti, una delle Porte sante della Campania. “Il Giubileo ha suscitato in molti il risveglio della coscienza: è ciò che notiamo noi confessori e questo è un dato molto positivo”. Queste le parole dell’Abbate, padre Ricardo Guariglia.

Del resto l’Abbazia di Montevergine è una vera clinica dello spirito. Tutti i pellegrini vogliono attraversare la Porta santa, subito dopo aver ricevuto il sacramento della Confessione e preso parte all’Eucaristia. Sui volti dei fedeli che giungono al Santuario si nota  tutto il loro amore nei confronti della Mamma celeste. Di solito ai piedi dell’effige della  Madonna vengono situate delle  fotografie e delle lettere con molte richieste di grazie. Molti si arrampicano fino ai piedi dell’immagine di Maria  raffigurata nel meraviglioso dipinto conservato nella basilica, superando persino  l’altezza dell’altare, servendosi di uno sgabello, pur di essere il più vicino possibile a Lei.

Padre Roccardo afferma che  i pellegrini, molto spesso, chiedono alla vergine  Maria: salute, unione familiare e la fede smarrita. Moltissime le madri che vengono a pregare per la salute dei propri figli o che piangono per i divorzi, rivolgendosi alla  Madonna, riconosciuta come regina della famiglia. La parte più recente dell’abbazia è la basilica-cattedrale, che fu aperta al culto nel 1961, e fu costruita in uno stile neo romanico. A fianco, troviamo la basilica antica dove è situata  la cappella della Madonna di Montevergine, che conserva l’immagine di “Mamma Schiavona”, riportata sei anni fa, dopo che per ben 50 anni si trovava  esposta nella nuova basilica.

L’Abbazia di Montevergine, inoltre, è pure un museo nel quale si possono ammirare dipinti del barocco napoletano, icone orientali, reperti lignei e marmorei, oltre a paramenti sacri ed oggetti di carattere liturgico. Tra le tele custodite risalta il quadro di  San Francesco in estasi, attribuito a Guido Reni. Un vero tesoro costituitosi grazie alla generosità dei vari sovrani succedutisi nei secoli, molto  prodighi di omaggi al santuario, il quale, dopo il concordato tra Santa Sede e Borboni, nel 1818, fu dichiarato monumento nazionale, appunto, in virtù delle magnifiche opere d’arte in esso conservate.

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