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Lavorare come pizzaiolo: la professione del futuro

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Lavorare come pizzaiolo, conviene.

Lavorare come pizzaiolo: la professione del futuro. Se in Italia si registra un sensibile calo di lavoro nell’ultimo periodo, ci sono alcune professioni che pare stiano resistendo alla crisi, altre che invece stanno ritornando prepotentemente in auge; stiamo parlando della figura del pizzaiolo. Nonostante il successo che sta riscontrando nel Belpaese la nouvelle couisne raffinata, il cibo vegano e vegetariano e la cucina orientale, la pizza pare proprio non passare mai di moda. Basti pensare che nell’ultimo periodo i pizzaioli si stanno sempre più perfezionando e specializzando nel proprio mestiere, sviluppando nuovi tipi di pizza ed impasti per restare al passo con i tempi e fornire alla propria esigente clientela, un prodotto sempre più di livello. Ma non potrebbe essere altrimenti! Del resto, la pizza italiana è da sempre uno degli alimenti maggiormente preferiti in qualsiasi parte del globo, al punto che in molti Paesi è stato riadattato alle proprie usanze locali.

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Lavorare come pizzaiolo, rende.

Certamente. Basta guardare i dati elaborati nel 2013 dalla Fipe, la Federazione Italiana Pubblici esercizi da cui si evince che in Italia la richiesta di pizzaioli qualificati aveva raggiunto il numero 6.000. Le pizzerie sparse per lo stivale, sarebbero invece ben 25 mila, a cui bisogna aggiungere quelle che sfornano pizze al taglio e che tutte insieme generano un fatturato di ben 9 miliardi di euro. Davvero rilevante, se si considera trattarsi di dati che si riferiscono ad un periodo di piena crisi e che se adattati ad oggi, sarebbero sicuramente ben più alti. La difficoltà nel reperire personale preparato, porta molto spesso i gestori dei locali ad accontentarsi di reclutare personale non qualificato nel settore. L’80% del fabbisogno di pizzaioli, riguarda soprattutto le piccole imprese e l’offerta è principalmente di un lavoro a tempo indeterminato.

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Lavorare come pizzaiolo, richiede studio e sacrificio.

Un tempo considerato il “fratello sfortunato” del ben più prestigioso cuoco, oggi la situazione si è ribaltata a tutto vantaggio del primo al punto che per diventare esperti del mestiere serve frequentare un vero e proprio corso che affina la tecnica e aiuta chi vuole avvicinarsi a questa forma di arte, a prepararlo alle nuove tendenze che il mercato richiede. Tante sono le scuole che forniscono tale preparazione; basta soltanto scegliere quella giusta perché di enti pronti ad ingannare il prossimo e a pensare solo ai propri tornaconti personali, ce ne sono tanti. Rinomata per esempio è la Scuola di Pizza dell’Api (associazione pizzerie italiane), che propone corsi di due tipologie: pizze al taglio ed al piatto. Ogni corso dura un mese ed è accompagnato da uno stage in pizzeria: un’ora di teoria e tre di pratica al giorno per quattro settimane. Sono corsi a numero chiuso a cui possono partecipare un massimo di 22 allievi al costo di 1.500 euro. Il prezzo di questi corsi varia comunque in base alle ore di pratica e teoria che esso prevede. Generalmente si parte da un minimo di 400 euro per quelli più brevi ed intesivi (consigliati però a chi ha già un minimo di dimestichezza con il mestiere). Frequentare un corso aiuta soprattutto a tenersi sempre aggiornato perché la clientela sta diventando sempre più esigente soprattutto sulla qualità dei prodotti e sull’impasto. Tra l’altro il proliferare di applicazioni come TripAdvisor e programmi televisivi sulla cucina, ci rende tutti un po’ giudici implacabili pronti ad esaltare ma criticare aspramente, quando ci ritroviamo insoddisfatti del servizio offerto.

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Quanto guadagna un pizzaiolo?

Lavorare come pizzaiolo, rende! Di solito il guadagno si aggira dai 700 agli 800 euro al mese(per chi è alle prime armi) fino a superare i 3 mila euro per i pizzaioli più qualificati e che lavorano per pizzerie più rinomate. La figura del pizzaiolo oramai non è più solo quella del semplice dipendente al servizio dei capricci del proprietario ma è diventata a tutti gli effetti simile a quella di un maitre che sceglie gli ingredienti da acquistare, il tipo di menù etc.

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