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Concorsi truccati a Firenze, in manette sette docenti universitari

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Concorsi truccati a Firenze, in manette sette docenti universitari

Concorsi truccati a Firenze, in manette sette docenti universitari.

La Guardia di Finanza di Firenze scopre Concorsi truccati a Firenze, finiscono in manette sette docenti. L’indagine che si è allargata a tutta l’Italia ha impiegato i militari delle fiamme gialle a compiere oltre 150 perquisizioni.

I furbi ed i corrotti  non cesseranno mai di esistere, in questa nostra bella Italia dove le cose sembrano non essere mai cambiate dall’epoca di Tangentopoli.  La Guardia di Finanza di Firenze ha scoperto l’irregolare svolgimento di concorsi pubblici. Si tratta di concorsi truccati, nello specifico nel capoluogo toscano, tuttavia l’indagini dei militari delle fiamme gialle si è estesa a tutto il territorio italiano: oltre 150 sono state le perquisizioni in casa di docenti, di addetti ai lavori e di concorrenti.

A oggi, sono dunque finiti in manette sette docenti universitari, con l’accusa di reati corruttivi relativi all’indagine su concorsi truccati nella città di Firenze. Per i sette imputati  il giudice per le indagini preliminari ha disposto il regime degli arresti domiciliari, mentre per altre 22 persone coinvolte è scattata la misura dell’interdizione dalle funzioni di docente universitario e da quelle relative a qualsiasi altro incarico accademico per un periodo di 12 mesi.

Ma come abbiamo anticipato la Guardia di Finanza ha allargato le indagini a tutta la nostra penisola e pertanto, al momento, ben 59 persone risultano indagate ed hanno ricevuto un avviso di garanzia.

In realtà la scintilla che ha fatto scattare l’allarme è stato un presunto tentativo, da parte di alcuni professori universitari di convincere un ricercatore, che si era candidato al concorso per ottenere l’abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento delle materie inerenti il settore del diritto tributario, a ritirare la propria candidatura a vantaggio di un altro ricercatore, in possesso, tuttavia di un curriculum assai inferiore, promettendogli in cambio del favore, la sicura abilitazione nella tornata successiva.

In parole povere i docenti dovevano favorire il loro candidato raccomandato, che probabilmente aveva elargito loro un’ottima ricompensa, a discapito di un candidato meritevole dell’abilitazione. Ma l’inchiesta ha permesso alla Guardia di finanza di risalire ai colpevoli di questi concorsi truccati, accertando degli accordi corruttivi tra molti docenti di diritto tributario di cui alcuni, anche pubblici ufficiali essendo componenti di diverse commissioni nazionali nominate dal Miur, mirati a rilasciare abilitazioni in base a reciproci scambi di favori, nell’interesse comune, insomma, secondo la vecchia legge latina del do, ut des!

Per il gip Angelo Antonio Pezzuti, attraverso la scoperta di tali concorsi truccati, è emerso  il totale spregio del rispetto del diritto da parte di gente deputata ad insegnare ai giovani il valore di esso. Inaudito! La Guardia di Finanza, per portare alla luce l’inganno dei concorsi truccati, ha portato a termine perquisizioni in abitazioni private, in uffici pubblici, e studi professionali.

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