Home Attualità Teatro Greco-Romano Neapolis: giornate europee Patrimonio culturale riaprirà i battenti

Teatro Greco-Romano Neapolis: giornate europee Patrimonio culturale riaprirà i battenti

525
Tempo di lettura: 2 minuti
teatro greco-romano

Il Teatro Greco-Romano Neapolis, uno dei più importanti teatri di Napoli, in occasione delle giornate europee del Patrimonio culturale, riaprirà i battenti e promuoverà visite completamente gratuite nei giorni di sabato 23 e domenica 24 settembre.

In ottica Giornate Europee del Patrimonio culturale 2017, il Teatro Greco-Romano Neapolis, sito nel centro storico di Napoli, il cuore della metropoli partenopea, offrirà l’ingresso gratuito, al pubblico, in questo fine settimana. Tutti coloro che vorranno visitare uno dei più importanti teatri napoletani, qual è il Teatro Greco-Romano Neapolis, potranno farlo senza nessun costo e cosa ancor più importante avranno il piacere di ammirarne la bellezza.

Per chi non lo sapesse questo teatro costituisce uno dei siti archeologici più celebri della città campana. Esso risale all’età greco-romana, da cui prende il nome ed esso è, ai nostri giorni, letteralmente inglobato all’interno delle costruzioni moderne di via Anticaglia e via San Paolo ai Tribunali, due vecchie strade della Napoli antica.

Teatro Greco-Romano Neapolis, giornate europee Patrimonio culturale riaprirà i battenti

In virtù dell’enorme lavoro svolto dalla Soprintendenza Archeologia delle Belle Arti e del Paesaggio del Comune di Napoli ed alla Direzione Centrale Pianificazione e gestione del Territorio, peraltro sito Unesco del Comune, il cantiere di scavo e restauro del teatro Greco-Romano Neapolis, riaprirà i battenti e sarà finalmente fruibile per tutti i cittadini napoletani, gli  stranieri, amanti dell’arte e della cultura.

I visitatori nelle giornate di sabato e domenica potranno scoprire quanto è giunto fino a noi, dai tempi dell’antica Roma, come per esempio i corridoi interni e gli spalti su cui si sistemavano gli spettatori, una sorta di arena, insomma.

Nel corso della visita guidata ci sarà un approfondimento particolare all’area della cavea che nell’Alto Medioevo subì un fenomeno di naturalizzazione: l’edificio perse le sue antiche funzioni e, sui rifiuti che si depositarono nel tempo furono sovrapposti degli orti. Questo spiazzato divenne poi un giardino, durante il Basso Medioevo.

In verità questa struttura, col passare dei secoli, è stata gradatamente abbandonata a sé stessa, divenendo, pertanto, addirittura una necropoli che rimase tale fino all’arrivo della casata Angioina a Napoli. Nel corso del regno di Carlo D’Angiò l’edificio ha iniziato a prendere le sembianze odierne.

 

Rispondi