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Isola Verde: Ciro, il primogenito dei tre fratellini salvati: “il mio primo pensiero è stato Dio”!

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Isola Verde, parla Ciro, il primogenito dei tre fratellini salvati:

Terremoto nell’isola Verde, ieri sera dall’ospedale dove era stato ricoverato, dopo essere stato estratto dalle macerie della sua casa, Ciro, il più grande dei tre fratelli strappati alla morte dai vigili del fuoco, ha affermato: Il mio primo pensiero è stato Dio.

Il mio primo pensiero, quando, finalmente, ho rivisto la luce, dopo sedici ore sotto le macerie, è stato Dio. Tra me e me ho pensato, allora esiste davvero”. Così Ciro Marmolo, Il piccolo eroe di soli 11 anni, l’ultimo dei tre fratellini ad essere estratto vivo dalle macerie della palazzina crollata in seguito al terremoto che ha devastato Casamicciola, sull’isola Verde, ha commentato il salvataggio della sua intera famiglia.

Quando ho saputo che il più piccolo dei miei fratelli stava bene mi sono fatto coraggio e ho detto: “Ce la devo fare anch’io“, ha proseguito il bambino, dimostratosi un vero ometto, è merito suo, infatti se il fratellino di appena sette mesi, si è salvato. Ciro lo aveva afferrato e portato con sé sotto il letto che ha riparato entrambi dalla caduta dei calcinacci.

Nella grande stanza colorata di giallo, arancione e verde dell’Ospedale Rizzoli dell’isola Verde, ci sono la mamma Alessia, incinta al quinto mese di una bimba e gli altri due fratellini, Pasquale 7 mesi e Matias di 8 anni. Dal canto suo, mamma Alessia guarda i suoi figli ed afferma “Ho capito che quella notte maledetta è intervenuta la mano di Dio a salvarci tutti. Solo adesso ho imparato ad apprezzare la vita“.

Tuttavia per Ciro resta, adesso, l’ansia di un futuro incerto: “Dove andremo? I nostri giochi, i nostri oggetti. Abbiamo perso tutto“, ha aggiunto il ragazzo, intervistato da un’emittente privata. Intanto il piccolo eroe, che ha voluto che fosse soccorso, prima il fratello minore Mattias, dice di voler guarire il più presto possibile per rimettersi completamente e tornare ad essere un bambino normale come tutti gli altri: “Voglio continuare  a giocare nel campetto vicino casa mia, stare con i miei amici, andare in spiaggia , correre come se nulla fosse accaduto”, ha proseguito l’undicenne, facendo trapelare un pizzico di emozione.

Infine rivolgendosi a Marco de Felici, il vigile del fuoco del nucleo speciale Usar del Lazio che gli ha salvato la vita, esclama : “Grazie a te ho preso coraggio, grazie anche per avermi regalato la targhetta. Andremo sicuramente a mangiarci una pizza insieme. Se non fosse stato per te, anzi per voi tutti, i veri eroi di questo tragico avvenimento io, ora, non sarei qui”.

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