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L’Oasi dei Variconi, prezioso patrimonio naturalistico nel cuore di Castel Volturno

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L’Oasi dei Variconi, nel cuore di Castel Volturno.

Nel cuore di Castel Volturno (CE), in un territorio da molti anni mortificato e bistrattato dalla criminalità organizzata nonchè dimenticato dalle istituzioni, è presente un’oasi naturale che costituisce una vera e propria speranza di rilancio dello stesso, un raggio di luce a cui gli abitanti del posto si sono aggrappati, per rilanciare e rivalutare la propria terra; stiamo parlando, per l’esattezza, della Riserva dei Variconi. Situata sulla riva sinistra della Foce del fiume Volturno, a pochi passi dal centro storico della cittadina casertana, l’Oasi dei Variconi è un’area palustre di elevata importanza, posizionata al centro del Mediterraneo. Si tratta di una delle ultime aree umide d’Italia, al punto da essere stata individuata e tutelata dalla Convenzione di Ramsar, un trattato intergovernativo internazionale, relativo alla conservazione ed alla gestione degli ecosistemi naturali, sottoscritto in Iran, nel 1971.

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Natura incontaminata.

Tutte le emozioni e le sensazioni che questo posto incontaminato, totalmente immerso nel silenzio della natura e arricchito dalle stupende e svariate melodie delle tantissime specie di uccelli che lo popolano, prendono vita e corpo attraverso le parole di Germano Ferraro, membro dell’associazione “Le Sentinelle Onlus”. Lo incontriamo per caso, mentre è impegnato nella fase di perlustrazione dell’area. Veniamo colpiti, in particolare dalla sua semplicità e dai suoi valori; con due simpaticissimi cagnolini a farci da scorta e da guida, questo simpatico uomo si offre di accompagnarci a visitare parte di questa immensa riserva che si estende per ben 194 ettari, di cui il 60% è occupata da due piccoli stagni costieri, comunicanti tra loro.

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Le Sentinelle Onlus.

Con l’associazione “Le Sentinelle Onlus”, Germano si impegna ogni giorno con passione e senza alcun scopo di lucro, per proteggere quella che lui stesso definisce “l’autogrill degli uccelli”, il punto in cui, due volte l’anno, più di 200 specie di volatili, sostano per svernare oppure per riposarsi e rifocillarsi, per poi riprendere il loro percorso verso il continente africano. Il trasporto con cui ci racconta aneddoti e curiosità legate all’Oasi, ci contagia e ci appassiona al punto che le nostre domande aumentano. “Una volta, in uno dei tanti miei controlli giornalieri, mi sono imbattuto in un pellicano, un evento più unico che raro e che richiamò sul posto tantissimi fotografi, desiderosi di rubare uno scatto prezioso”, continua a raccontarci con tutto il suo orgoglio. Le battaglie che ha dovuto combattere assieme alle altre “sentinelle” come lui, è stata dura e non priva di ostacoli,nel corso degli ultimi anni. Dal duello ingaggiato con i cacciatori che molto spesso, nonostante i divieti, si avventuravano nell’oasi alla ricerca di prede, fino a quello, altrettanto ostico, per recuperare la zona che nel 2004 fu abbandonata all’incuria ed agli atti vandalici, le sfide sono state davvero complicate.

Perseveranza e coraggio.

La perseveranza ed il coraggio, stanno per fortuna trionfando e grazie alla manutenzione dei sentieri e alla ristrutturazione dei capanni per il “birdwatching”. L’area è tornata finalmente ad essere nuovamente accessibile e visitabile. La parola d’ordine è però quella di non abbassare mai la guardia, perché basta rilassarsi un attimo ed il pericolo è sempre dietro l’angolo. Concludiamo la nostra visita all’Oasi dei Variconi, recandoci sul lato est, dove è possibile ammirare il bellissimo fiume Volturno, un tempo utilizzato dai romani ma anche dalla popolazione locale, per l’esportazione e l’importazione di merci e generi alimentari. Spunta d’improvviso un tramonto bellissimo, che rende chiaramente visibili al nostro sguardo l’antico castello della città, ma anche le vicine isole di Ischia e Procida. In quella luce che sa di speranza, vediamo riflesso lo stesso ottimismo e la stessa voglia di non arrendersi di Germano che insieme ai suoi concittadini chiede semplicemente di non essere lasciato solo nella tutela di questo prezioso patrimonio naturalistico. Info su www.lesentinelle.org. Campania est semper felix!

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