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Scuola nazionale di formazione lattiero casearia nasce in Campania, la prima in Italia

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Scuola nazionale di formazione lattiero casearia nasce in Campania, la prima in Italia, a cura del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana DOP.

Il Consorzio è stato costituito nel 1981 e ha reso possibile l’ottenimento e la registrazione della denominazione di origine. Esso rappresenta a oggi, l’unico organismo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per la tutela, vigilanza, valorizzazione e promozione della Mozzarella di bufala campana DOP. 

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La sede del consorzio dal 2016 è locata presso le Regie Cavallerizze del palazzo Reale di Caserta e rappresenta un vero ritorno alle origini, in quanto furono i Borbone che svilupparono il primo caseificio sperimentale, incluso un allevamento di bufale alle quali, nota curiosa, veniva assegnato un nome, che ricordava i personaggi di corte.

In questa oramai attrezzata sede, è stato illustrato il progetto realizzato con la Regione Campania in occasione dell’assemblea annuale del Consorzio di Tutela. L’assessore regionale alla Formazione, Chiara Marciani, ha presentato la nascita della prima Scuola di formazione lattiero casearia in Italia realizzata e gestita da un Consorzio di Tutela.

In quattro mesi” – ha dichiarato l’assessore Marciani – “siamo riusciti a dar vita alla prima scuola di formazione del centro sud Italia nel settore lattiero caseario. L’accreditamento del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop nel sistema regionale ha colmato un gap del Mezzogiorno aprendo le porte a una formazione Dop, di alta qualità che insegnerà sul campo ai nostri giovani un mestiere antico ma straordinariamente affascinante come quello del casaro”.

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L’obiettivo che persegue la scuola nazionale di formazione lattiero casearia è creare i casari del futuro, trasmettendo così alle nuove generazioni una antica tradizione che risale al XII secolo, fatta di sapere, tecnica e artigianalità; ma soprattutto assicurare il supporto all’aggiornamento dei dipendenti dei caseifici, formando le figure professionali necessarie a una moderna filiera produttiva, dal marketing all’export.

In questo contesto é stato anche lanciato il claimMozzarella Dop 4.0”, con cui si sottolinea l’inizio di una nuova era per il più importante prodotto a marchio Dop del Mezzogiorno.

Il Presidente del Consorzio

Una stagione di forte rilancio che si basa su giovani, formazione, ricerca e innovazione tecnologica e assets strategici per l’ulteriore crescita del settore della mozzarella Dop, dove oltre un lavoratore su tre ha meno di 30 anni ed è donna.

ll presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo ha commentato: “La formazione va vista in un’ottica moderna. In un mondo sempre più globale, questa filiera è fatta di imprese all’avanguardia, che sanno guardare al mercato e al mondo. Dalla zootecnia fino alla produzione: tutti gli anelli della filiera hanno necessità di studi e approfondimenti per un approccio sempre più al passo con i tempi”. “Questa è la sfida che lanciamo oggi”.

Il dirigente del ministero delle Politiche agricole Luigi Polizzi, che ha partecipato all’evento, ha rimarcato l’importanza del Consorzio Mozzarella, “Un organismo che oggi è di esempio per il ruolo di traino e di attrattore sul territorio che è riuscito a conquistarsi, rinsaldando l’identità culturale e diventando motore di sviluppo”.

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La chiave per il successo futuro” – ha commentato il direttore di Assolatte Massimo Forino“sarà creare professionalità adeguate in un settore, quello lattiero caseario, dove non si può più improvvisare, anche per dare risposte sempre più puntuali e stringenti al tema della sicurezza alimentare, sempre molto avvertito dai consumatori”.

Nel suo intervento, il sindaco di Caserta Carlo Marino ha parlato di una importante rete territoriale: “La formazione sarà al centro di un’altra iniziativa su San Leucio, dove in parallelo e sinergia con questa esperienza, daremo vita anche alla scuola degli antichi mestieri per non disperdere il patrimonio di competenze sulla seta. Così questa terra costruisce il suo domani”.

Presente all’evento anche il presidente della Camera di Commercio di Caserta che ha portato i suoi saluti. l direttore della Fondazione Qualivita, Mauro Rosati ha moderato il dibattito.

Un simpatico siparietto, durante l’evento di presentazione, il maestro casaro Mimmo Lavecchia di Alvignano ha ottenuto come “allievi d’eccezione” tutte le autorità intervenute, che hanno indossato di buon grado “il grembiule ufficiale” ed il cappellino, della scuola di formazione lattiero casearia, partecipando simpaticamente a tutte le fasi di lavorazione della mozzarella di bufala.

Secondo le intenzioni del progetto Scuola Nazionale di formazione lattiero casearia, i primi corsi dovrebbero avere inizio entro fine anno.

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