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Reddito di inclusione: primo si governo si attende placet Commissioni parlamentari

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Reddito di inclusione: primo si del Consiglio dei Ministri si attende, ora, solo il placet delle Commissioni parlamentari; primo passo per combattere la povertà.

Reddito di inclusione: primo si del  Consiglio dei Ministri si attende, ora,  solo il placet delle Commissioni parlamentari; primo passo per combattere la povertà.

Finalmente il Consiglio dei Ministri, ha dato parere favorevole al decreto che sblocca il Reddito d’inclusione, il cosiddetto decreto Rei. Per questa iniziativa sono pronti sul tavolo due miliardi l’anno che serviranno ad offrire un piccolo aiuto ad una platea di circa 660mila famiglie, ossia 1,8 milioni di persone, a partire dal gennaio del 2018. Il reddito di inclusione parte da un minimo di 190 euro al mese ad un massimo di 485.

Il provvedimento tende a sostenere i giovani delle regioni meridionali ed apre a regole più vantaggiose per quelle che sono state denominate “zone economiche speciali” Dopo il primo si al reddito di inclusione da parte del governo, la nuova misura dovrà, pertanto,  acquisire solo i pareri delle commissioni parlamentari competenti.

A proposito di questo provvedimento anti povertà, il premier Gentiloni ha dichiarato quanto segue: “Il segnale positivo giunto dal governo, riguardo il reddito di inclusione è  solo un primo passo per giungere ad “ulteriori” iniziative. Infatti è stata avanzata una proposta di Reddito d’inclusione a livello europeo: ne ho discusso, di recente, anche con il neo presidente della Francia Macron“.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, firmatario del provvedimento, garantisce il massimo impegno affinché tutti i cittadini in condizione di povertà possano fare la domanda ed accedere al beneficio economico se, ovviamente in possesso dei requisiti necessari.

Per usufruire del contributo economico dello Stato italiano bisogna avere un reddito Isee al di sotto dei 6.000 euro all’anno ed un patrimonio immobiliare inferiore ai 20.000 euro. Ancora, c’è l’obbligo di “sottoscrivere un patto che condiziona l’erogazione dell’aiuto a determinati comportamenti, dall’accettare proposte per migliorare di lavoro al garantire la frequenza scolastica dei figli minori.

Al reddito di inclusione, d’altronde, si accederà attraverso una dichiarazione Isee precompilata. Secondo il ministro Poletti, grazie alle risorse a disposizione, si coprirà buona parte del bacino potenziale, ma per evitare problemi avranno priorità i nuclei “con almeno un figlio minorenne o con disabilità, con un familiare in stato di gravidanza o un over 55 senza lavoro.

Il Sud Italia sta pagando  un ritardo strutturale, per cui il Governo ha progettato un piano d’azione con tre direttrici, a cominciare da un sostegno di 40.000 euro ai giovani imprenditori, chiamato “Resto al Sud“.  Quindi ha introdotto  le Zes (Zone economiche speciali) pensate per rilanciare le aree portuali, con agevolazioni fiscali aggiuntive. L’obiettivo dichiarato è attrarre player internazionali. L’ultimo obiettivo sta nel taglio alla burocrazia, con delle  misure volte a velocizzare investimenti pubblici e privati. Tutto ciò per cercare di far risalire il Mezzogiorno d’Italia.

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