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Regno Unito: Conservatori non raggiungono la soglia necessaria, esecutivo in bilico

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Regno Unito: i Conservatori non raggiungono la soglia necessaria, solo 313 seggi, esecutivo in bilico.

Regno Unito:  i Conservatori non raggiungono la soglia necessaria, solo 313  seggi, esecutivo in bilico.

Le elezioni anticipate, nel Regno Unito, volute dai Conservatori, hanno portato, a questi ultimi, una magra consolazione: benché in testa di circa 4 punti percentuale rispetto ai Laburisti, non ottengono la maggioranza necessaria per la governabilità. La premier Theresa May, quindi, subisce una pesante sconfitta ed attualmente rischia sia l’investitura che la leadership del suo partito.

I Conservatori, alla luce dei risultati di queste consultazioni, hanno perso 12 seggi, ottenendone soltanto 313 e restano sotto la soglia minima di 326 che dà diritto a governare il paese. Dal canto  loro i Laburisti di Jeremy Corbyn  crescono di 29 seggi, arrivando a 261. Un passo indietro anche per lo Scottish National Party di Nicola Sturgeon che ne perde 21 e per i Lib Dem di Tim Farron  che perdono 16 seggi. Un’altra brutta mazzata l’incassa il liberal democratico Nick Clegg, ex vice premier tra 2010 e 2015 nel governo di coalizione con i conservatori.

L’affluenza alle urne, nel Regno Unito si è assestata oltre il 68% secondo i primi dati indicativi, due punti in più del 2015. Certamente ad essere umiliata in questa tornata elettorale è la premier uscente. La May non ha riscosso il consenso del popolo britannico che, a questo punto, ha dato un forte segnale di volere un radicale cambiamento.

Entusiasta, invece, il partito dei Labur, guidato da Corbyn che ha raggiunto uno dei migliori risultati di sempre ed ora pretende che il leader dei Conservatori, Theresa May, lasci la carica. Jeremy Corbyn ha dichiarato, che con questo voto, il popolo ha fatto intendere di non poterne più di austerity e di tagli ai servizi pubblici, per cui  ha votato per la speranza, per un totale cambiamento.

Tuttavia la premier, o ex premier, per adesso, non ne vuol sapere di lasciare ma, tra poco, parlerà alla stampa. Intanto sono giunte le prime reazioni degli altri stati europei. Il primo ad essere scettico sulla posizione del leader dei Tory, è il commissario al Bilancio dell’Unione europea, Guenther Oettinger, il quale nutre molti dubbi che i negoziati della Brexit possano iniziare in tempo, di fronte ad un “parlamento sospeso”

Anche la moneta britannica ha subito un contraccolpo economico, visti i risultati delle consultazioni di ieri. La sterlina infatti perde il 2% su tutte le principali valute estere. Viceversa si rafforza, a sua volta, l’Euro che tocca gli 0,88 pound con un incremento di +1,08%..

Ora il voto della Gran Bretagna e della Francia di questi ultimi tempi, unito a quello della Germania  del settembre 2016, può imprimere un netto cambio di passo alla costruzione europea: senza il Regno Unito, Parigi e Berlino non hanno più scusanti, quindi devono assolutamente procedere. In Italia però si paga ogni giorno, al rialzo, il prezzo che l’instabilità comporta per i tassi e per la debolissima ripresa.

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