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Gente di Napoli: storia, cultura, emozioni

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È bene prestare attenzione ai corpuscoli che vedi agitarsi nei raggi del Sole: perché quel turbinio ti suggerisce che ci sono più cose al mondo, di quante ne appaiano a prima vista ai nostri sensi.”  (Lucrezio)

Gente di Napoli: storia, cultura, emozioni.

Non è il titolo di un libro di Luciano De Crescenzo, ma è ciò che viene in mente ai turisti, ai napoletani stessi e a noi giornalisti, che non finiamo mai di stupirci dell’immensità di storie ed esperienze che il capoluogo partenopeo, rende possibili.

Da settimane siamo attivi in città per studiare da vicino il meraviglioso mondo delle edicole votive. Invitiamo pertanto a leggere questo recente articolo. Ed è attraverso una di queste, situata in Via Santa Maria a Cancello, che abbiamo conosciuto Anna, adrenalinica 70enne, nativa del luogo. Gente di Napoli: solare,verace, sincera.

Le chiediamo delle informazioni sull’edicola votiva alla quale è dirimpettaia con la piccola e tipica abitazione napoletana detta “basso”. Ci racconta, di ricordarla sin da piccola e con l’aiuto di un’altra gentile passante, riusciamo a dare un’età a tale edicola, non inferiore ai 100-150 anni. Anna cura questo sacro tabernacolo anche grazie all’aiuto della cittadinanza, che con piccole cifre ne aiuta la manutenzione.

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Siamo diretti al Complesso della Santissima Annunziata, a pochi metri da dove ci troviamo ed Anna decide gentilmente di scortarci. Nel percorso che facciamo, ci mostra altre edicole votive presenti nella zona, ciascuna delle quali è fonte di aneddoti e curiosità.
Passando tra stretti vicoli che si intersecano tra loro come pezzi multicolori di un meraviglioso LEGO, che alternano forte luci a cupi scorci, forieri di succulenti ed esotici effluvi, giungiamo al maestoso Complesso della Santissima Annunziata risalente al XIV secolo. Siamo infatti curiosi di vedere la ruota degli Esposti, il congegno cilindrico in legno in cui venivano “abbandonati” i bimbi, simbolo della lunga attività esistenziale del brefotrofio, attivo dai primi del ‘600 fino al 1980. Anna ci fa da guida, si dimostra molto preparata in materia, fornendoci interessanti informazioni.

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Poi, accade quello che alcuni lettori probabilmente riterranno un artificioso, coup de théâtre, inventato da noi redattori. Cosa che naturalmente non è.

Anna ci rivela il suo cognome Esposito, (derivante da Esposti), e ci confessa di essere stata una delle piccole ospiti del brefotrofio. Abbandonata quindi dalla madre naturale, in tenera età, per poi essere adottata tempo dopo da generosissime persone. I suoi occhi diventano lucidi e la voce si rompe, al ricordo dei suoi genitori adottivi dei quali parla con divina devozione. Ci colpisce la melanconica poesia del suo racconto di bambina, dei giocattoli dispensati dalla cittadinanza nei “panieri” calati appositamente dagli operatori del Complesso della Santissima Annunziata.
Il resto della narrazione la lasciamo al video che alleghiamo all’articolo, in cui troverete l’audio della nostra emozionante “chiacchierata” con Anna, accompagnato dalle immagini che siamo riusciti a catturare.

Guardiamo l’orologio, il tempo pareva essersi fermato in questo particolare, turbinìo di sensazioni, ed invece oltre un’ora è trascorsa in compagnia della nostra amica. La sua disponibilità ci commuove e ci salutiamo affettuosamente con quei baci tanto affettuosi quanto rumorosi, che solo a Napoli sanno dare. Gente di Napoli: vivace, amabile, spontanea.
Ci piace concludere citando una massima di Tito Lucrezio Caro, che riteniamo sintetizzi perfettamente le profonde sensazioni “di vita vera”, vissute grazie ad Anna:

 

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